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Roger Federer si allena a New York con Musetti: “Il rovescio a una mano non è finito”

Erik Nicolaysen

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Federer / Lapresse

Roger Federer si è allenato insieme all’azzurro Lorenzo Musetti sull’Arthur Ashe Stadium alla vigilia di un’esibizione che si terrà nella notte italiana tra martedì 25 e mercoledì 26 agosto. L’ex tennista svizzero tornerà in campo a Flushing Meadows per affrontare prima un match di singolare contro Andy Roddick e poi un doppio in cui saranno coinvolti anche Andre Agassi e John McEnroe.

La leggenda elvetica ha parlato in conferenza stampa della tendenza sempre più marcata di vedere in fondo ai grandi tornei tutti (o quasi) giocatori con il rovescio a due mani: “Sono ancora fiducioso che non sia la fine. Naturalmente, mi fa piacere vedere i giocatori con il rovescio a una mano ottenere buoni risultati. Quando ero ragazzino, i miei allenatori erano, direi, al 90% giocatori con il rovescio a una mano. Quindi penso che, quando il tuo allenatore è un tennista con il rovescio a una mano, molto probabilmente anche tu finirai per giocare il rovescio a una mano“.

Al giorno d’oggi, probabilmente, gli allenatori sono per la maggior parte giocatori con il rovescio a due mani, ed è semplicemente più facile insegnare a un bambino a usare entrambe le mani sul rovescio. Uno dei miei figli sta passando dal rovescio a due mani a quello a una mano, e vedo quanto sia difficile per lui colpire la palla e controllarla. Certo, alla fine si arriva ad avere il controllo, ma ci vuole tempo e, al giorno d’oggi, non abbiamo tempo. Tutto deve accadere immediatamente. Poi bisogna aggiungere la tecnologia delle racchette e delle corde, forse la maggiore lentezza delle palline e delle superfici di gioco al giorno d’oggi, e il fatto che forse lavoriamo meno sulle transizioni, meno sulle volée. Per questo penso che il rovescio a due mani ti permetta semplicemente di fare di più“, ha aggiunto Federer.

È incredibile quanto i giocatori di oggi riescano a difendersi da quel lato. Prima avevamo la sensazione che, con il rovescio a due mani fossi più limitato e che quello a una mano rappresentasse un vantaggio in questo senso. A quanto pare, non è più naturalmente così. Credo che l’accumularsi di tutti questi fattori abbia fatto sì che oggi vediamo molti più giocatori con il rovescio a due mani. È semplicemente un colpo più facile da imparare quando si è giovani“, il commento di uno dei migliori interpreti di sempre del rovescio a una mano.

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