Atletica
Rai Benjamin icona del giro della morte: primo della storia sotto due barriere iconiche sui 400, tempi superbi tra piani e ostacoli
Nel corso della storia, 33 uomini sono riusciti a correre i 400 metri in meno di 44 secondi, ormai da tempo immemore la barriera di riferimento di una delle specialità più celebri e prestigiose del panorama atletico. Lo “stadio moderno” è l’anello di congiunzione tra la velocità e il mezzofondo, un esercizio di così difficile interpretazione che ha sempre affascinato studiosi, addetti ai lavori e appassionati.
Il primo a riuscire nell’impresa fu lo statunitense Lee Evans il 18 ottobre 1968, sfruttando anche l’altitudine di Città del Messico. Quel record del mondo durò addirittura vent’anni: fu il suo connazionale Butch Reynolds a migliorarlo in un sensazionale 43.29 il 17 agosto 1988 a Zurigo. Il 43.18 di Michael Johnson datato 26 agosto 1999 a Siviglia e rimase in alto alle liste fino al 14 agosto 2016, quando il sudafricano Wayde van Niekerk accarezzò addirittura l’indicibile (43.03 alle Olimpiadi di Rio).
Soltanto cinque uomini sono riusciti a sfondare il muro dei 47 secondi sul giro della morte con ostacoli: il record del mondo è nelle mani del norvegese Karsten Warholm (addirittura 45.94 il 3 agosto 2021, in occasione del trionfo alle Olimpiadi di Tokyo), che nelle liste all-time precede lo statunitense Rai Benjamin (46.17), il brasiliano Alison Dos Santos (46.29), l’altro americano Kevin Young (46.78) e il qatarino Abderrahman Samba (46.98).
Cosa accomuna questa storicità per le due discipline che hanno come matrice il giro di pista? Lo statunitense Rai Benjamin: da sempre icona tra gli ostacoli, tanto da laurearsi Campione Olimpico a Parigi 2024 e attuale Campione del Mondo, ieri si è superato anche sui piani. Nella tappa di Diamond League andata in scena a Chorzow (Polonia), il 29enne ha corso in 43.83 (21mo uomo più veloce della storia): secondo posto alle spalle del botswano Collen Kebinatshipi (43.59 per il Campione del Mondo di specialità).
Rai Benjamin è così diventato il primo di sempre nella storia a correre sotto i 47 secondi nei 400hs e sotto i 44” nei 400 senza barriere. Cosa sceglierà di fare nel prossimo futuro? Su quale disciplina si dedicherà con maggiore attenzione? Pensare di doppiare è complicato, anche perché nei grandi eventi internazionali sono previsti più turni e la fatica sarebbe eccessiva.