Tennis
Puppo: “Infortunio al ginocchio di Sinner più serio di quel che sembrava. Come potrebbe essere al 100% per gli US Open?”
Nell’ultima puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport, è intervenuto Dario Puppo, giornalista di Eurosport. L’attenzione si è concentrata su diversi temi, tra i quali il torneo di Cincinnati, la situazione riguardante gli infortunati di lungo corso e l’avvicinamento allo US Open.
Su Jodar e il match con Cobolli: “Lo spagnolo sarà l’avversario di Cobolli, quindi una partita sicuramente interessante. Jodar ha giocato una delle migliori partite di questa sua prima stagione sul circuito, si è portato questo sacco di scarpe, ha svuotato completamente il borsone. Non so quante racchette avesse dentro, perché per tenere dentro sei paia di scarpe credo che fossero cinque-sei”.
Sulla situazione di Djokovic: “Non credo che Djokovic abbia un qualcosa di simile a quello che ha avuto Sinner. Con il caldo dice che ha un problema quando ci sono quelle condizioni. Afferma questa cosa, ma non si capisce quello che vuol dire. Quindi è anche un po’ un discorso legato all’età, ha detto che probabilmente non tornerà più a Cincinnati. L’obiettivo è di andare alle Olimpiadi del 2028 di Los Angeles, però fin ad ora ha giocato pochissimi tornei Djokovic quest’anno. Ovviamente ne sta giocando sempre meno ogni stagione che passa. Poi è bravo lui che vince nei due Slam finora disputati”.
I dubbi legati alla condizione di Sinner: “Io non riesco a farmi un’idea soprattutto quando le informazioni arrivano in questo modo. L’unica cosa che avevo detto qualche puntata fa, ricostruendo un po’ il dopo Wimbledon di Sinner, è che ha giocato ancora meno giorni di tennis dalla finale di Wimbledon che era il 12 di luglio. Ieri probabilmente è stato il quinto, però bisogna vedere con che intensità. Tra l’altro la prima giornata di ritorno a Montecarlo sui campi non l’ha potuta fare perché il 28 luglio pioveva e quindi ha lavorato poi in palestra. Ha fatto sicuramente qualcosa, nel senso che si è ovviamente allenato in palestra o in qualche altra maniera immagino“.
Sulle abitudini di Sinner: “Sinner, che spinge molto nei sette/dieci giorni prima di uno Slam, è abituato a giocare Slam senza preparazione di tornei, perché l’ha fatto a Wimbledon, ma l’ha fatto due volte anche in Australia. Sono veramente poche partite che ha giocato da quando è stato eliminato al Roland Garros ed è passato un arco di tempo abbastanza ampio. Il cemento è sicuramente il suo giardino di casa, però ho più dubbi che altro. Bisogna riportarlo che hanno scritto che Sinner andrà a giocare allo US Open se sarà al cento per cento. Come fa a essere al massimo anche se gli dicono ok, semaforo verde, il ginocchio è a posto, non può essere al cento per cento”.
Sulla situazione di Sinner: “Bisogna dare un’interpretazione diversa da quella che è stata data quando ha annunciato che non sarebbe andato a Montreal. La situazione del ginocchio sicuramente poi si è rivelata più importante di quello che sembrava essere. Per me non è stata una scelta, non poteva andare però comunque non è sicuramente un errore”.
Sulla gestione dei tempi nell’anno: “Dopo Roland Garros lui è sicuramente il più attento e poi probabilmente il problema al ginocchio non era banale o non è banale però noi non ne conosciamo l’entità. Quando ci sarà un’intervista pre torneo a Sinner, se gli faranno le domande, sapremo certe cose in più insomma”.
Sul periodo del tennis: “È il periodo in cui ha giocato meno della sua carriera, a parte la sospensione. Ci può anche stare, quella volta che non aveva giocato Roma aveva detto che lui voleva sempre gestire le cose in modo da poter avere una carriera lunga. Non c’è un motivo unico per cui ci sono infortuni, però ce ne sono tanti. Sono in aumento e in parte chiaramente può essere colpa del calendario, del clima che cambia, del tennis che è un tipo di circuito molto più impegnativo di altri perché continui a girare come una trottola, però io penso che la gestione sia buona da parte di Sinner”.
Sul cambio di superficie: “C’è da dire un’altra cosa, che non avendo giocato niente sul cemento lui il cambio di superficie non l’ha fatto. Sappiamo che soffre di certe cose Sinner e tornare improvvisamente sul cemento lo obbligherà a gestire altre situazioni”.
Sulle possibili ripercussioni in una stagione particolare: “Sarebbe il primo Slam oltretutto che salta e il terzo torneo importante per lui sulla superficie che comunque predilige”.
Sulla capacità di organizzarsi in trasferta: “Non puoi fare le cose che normalmente faresti anche in giornate d’allenamento a Montecarlo, tutto sommato a lui magari stare qualche giorno a Milano come gli è successo quando ha fatto le visite o a Torino dove comunque è abituato a starci per le ATP Finals, lui è organizzato e sa dove andare a Torino”.
Sul lavoro di Alcaraz: “Sembra che stia tornando in una versione più simile a sé stesso perché io l’ho visto in certe foto che mi sembrava un po’ imbolsito, onestamente invece adesso mi sembra più nella direzione giusta, sì tirato non ancora forse ma nella direzione giusta. Stavo leggendo di chi si preoccupa degli sponsor, del ritorno degli sponsor”.
Sulla sfida Race Cobolli-Jodar: “La partita di Cobolli con Jodar è anche una sfida race perché comunque sono tutte e due in ballo. Chi vince ne ha sicuramente beneficio con tutti questi punti che stanno dispensando i Masters 1000”.
Sulla vittoria con Blockx: “Io penso che abbia vinto comunque sprecando un po’ di energia con Blockx. Credo però che l’ultimo successo gli possa dare un po’ di fiducia, era quasi fuori dal torneo”.
Sull’avvicinamento allo US Open e sui montepremi: “Credo sia la prima volta che non sappiamo quale sia il montepremi. Non è stato ancora annunciato, loro di solito annunciano con grande anticipo per farsi anche grandi visto che alla fine l’aumento del montepremi è di Slam in Slam. Gli americani arrivano per ultimi nella stagione ed è sempre il montepremi più ricco. Non abbiamo notizie. Ci sono delle trattative, si discute su quanto dovrebbe andare ai giocatori, non so se dipende anche da questa cosa perché qualcuno prima diceva che Sinner potrebbe fare il doppio misto no?”
L’accostamento di Tien con Chang: “Però a me ricorda questa cosa di Tien un po’ il famoso racconto di Gianni Clerici che c’è Bud Collins che va lì e gli dice Gianni vieni con me che ti porto a vedere il futuro del tennis americano. Clerici va, si mette lì e vede questi due. Gli chiede se si riferisce a uno dei due in particolare. Stavano giocando Chang e Sampras e Bud Collins gli voleva far vedere Chang e Clerici dopo che ha visto la partita chiama Sergio Tacchini e dice senti ho visto uno che devi mettere sotto contratto, non era Chang, ma era Sampras”.
Sulle wild card del doppio misto agli US Open e l’assenza di Sinner: “Sinner ha detto che non lo giocava comunque. Inizialmente era dato in coppia con Serena Williams, ma non lo giocava per proteste”.
Sulla convocazione di Merida in Davis: “Hanno pubblicato questa telefonata, una cosa da remoto ovviamente con Ferrer che gli annunciava comunque la convocazione in Coppa Davis e Merida era al settimo cielo”.
Sul servizio di Jodar: “Ieri è partito con il servizio che faceva paura, ha fatto due ace nei primi due game di servizio poi tipo era a sei a all’inizio proprio del secondo set. Ha vinto nettamente il primo 6-2 quindi comunque con quattro servizi lui aveva già fatto sei ace, mi ha colpito molto, forse una delle migliori prestazioni al servizio di Jodar. Nella partita con Shapovalov che nessuno praticamente ha visto in sostanza per il problema che aveva al polpaccio e ieri cioè lui ha risolto tutti i problemi giocando una partita allucinante. Non ha avuto neanche il tempo che si rompessero i lacci delle stringhe o che avesse male. Ha giocato da fermo e io non ricordo di averlo visto giocare di dritto così. Shapovalov stava giocando una partita fantastica e poi come al solito gli è venuto il blackout”.
Sulla questione scarpe di Jodar: “Per me non ci ha giocato perché lui semplicemente non ragiona in quei termini, quando vede l’occasione che può sfruttare la sfrutta. Un giocatore con quel tipo di potenziale se si fa già la nomea a 19 anni di essere quella roba lì e soprattutto io penso che sarebbe uscita la polemica. Questi giocatori parlano di qualunque cosa e stavolta nessuno è uscito a dire: guarda sto qua che pensa di venire a prenderci per i fondelli. Non è uscita questa cosa. Purtroppo, quelli che scrivono non capiscono niente, non guardano le partite, no? E Shapovalov non ce l’aveva con lui per i lacci, ce l’aveva con lui perché beveva, si asciugava. In quelle occasioni, ed è stato chiaro, cioè la cosa era lampante anche quando si sono chiariti che faceva così per dire: tu bevevi”.
Se i giocatori si chiamassero loro le palle: “Immaginate se i giocatori a questo livello si chiamassero loro le palle, no? Cosa succederebbe? Quello sarebbe interessante, no? Vedere chi tenta di rubare e poi magari con la tecnologia arriva il giudizio”.
Sulla seconda rottura delle stringhe: “No, comunque lui credo che dopo che gli è successo due volte che per me si è anche un po’ impanicato. La seconda perché era un po’ nei guai, cioè dovevano togliere queste stringhe, era una situazione veramente ridicola. Il sacco ieri di Babbo Natale, quando l’ho visto ho detto vabbè dai. Secondo me lui è anche un po’ grezzo per certe cose. Però ha un’autostima in sé stesso che è clamorosa”.
Sull’episodio delle tre striscette: “Siamo quelli delle tre striscette, che poi secondo me anche quelli che dicono che le tre striscette ci hanno fatto brutta figura. Non è vero, perché secondo me fai una strisciata del genere, la puoi rompere anche se hai le scarpe. L’han chiamato e gli han detto, senti, ci siamo rotti le scatole. Se vuoi ti diamo una mano ti diamo qualche consiglio”.
Sul monegasco: “L’altro è uno dei pochi che si è allenato con Sinner in tutto questo periodo, perché quando ha fatto la prima giornata di tennis era con Vacherot, che poi ha incontrato Berrettini il 29 di luglio”.
Su Musetti: “Musetti è rientrato da non molto, quindi non è che mi spingo oltre. Quello che volevo dire su Musetti è che può darsi che perda anche oggi perché comunque l’avversario non è proprio uno scappato di casa però io penso che nei quarti abbia veramente buone chance di arrivarci dopodiché lì troverebbe un avversario di valore di livello tipo Tiafoe, per esempio, o anche mi sembra Auger-Aliassime da quelle parti. Se prende diciamo un po’ i giri giusti Musetti può anche vincere un’altra partita, quindi, è tutto aperto”.