Nuoto

Profondità invidiabile per l’Italia nella rana: Ludovico Viberti fuori agli Europei con il sesto tempo!

Giandomenico Tiseo

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Rana Italia / Andrea Masini, Andrea Staccioli e Giorgio Scala / DeepBlueMedia.eu

Italia, Paese di navigatori, poeti e ranisti. Vien da dirla così a margine della quinta giornata di batterie degli Europei 2026 di nuoto in vasca lunga, in corso a Parigi. Nella piscina francese si conferma il grande momento dei ranisti azzurri, ormai protagonisti con continuità ai vertici della scena continentale.

Dopo la finale dei 100 metri rana, che ha incoronato Nicolò Martinenghi con Simone Cerasuolo al terzo posto, anche nei 50 metri due italiani si candidano con autorevolezza alla vittoria. Cerasuolo, campione del mondo in carica, ha firmato in batteria il nuovo record italiano in 26″20, abbassando di sette centesimi il precedente primato nazionale, che apparteneva a Ludovico Viberti. Alle sue spalle, nella classifica generale delle qualificazioni, si è piazzato proprio Martinenghi, autore di un solido 26″65: una doppietta azzurra che certifica ancora una volta la profondità del movimento italiano nella rana.

Eppure, proprio questa abbondanza si è trasformata in una beffa per Viberti. Il piemontese, infatti, nonostante un 26″90 che gli avrebbe garantito senza problemi l’accesso alle semifinali se avesse gareggiato per un’altra nazione, è rimasto escluso per la regola degli scarti. Il regolamento internazionale prevede infatti che possano qualificarsi alle semifinali un massimo di due atleti per Paese. Essendo il terzo italiano nella graduatoria, Viberti ha dovuto così fare i conti con il taglio.

Una beffa particolarmente amara per il piemontese, protagonista fin qui di un campionato da dimenticare, anche alla luce della squalifica rimediata in batteria nella 4×100 mista mixed per una gambata irregolare.

Dall’altra parte, però, la vicenda riflette anche qualcosa di estremamente positivo per l’Italia: poter contare su tre ranisti capaci di nuotare sotto i 27 secondi nei 50 metri è un lusso che conferma la qualità e la profondità del movimento. E, soprattutto, testimonia come la rana azzurra continui a essere una delle certezze della spedizione italiana a Parigi.

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