Ciclismo

Perché é stata cancellato l’arrivo in salita alla Vuelta: la situazione e i chilometri mancanti. Fortunato si rammarica

Giandomenico Tiseo

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Lorenzo Fortunato / IPA Sport

La terza tappa della Vuelta a España 2026, prevista da Gruissan-Aude a Font-Romeu, si è conclusa nel modo più inatteso: la frazione è stata ufficialmente cancellata a causa di una violenta e improvvisa grandinata che ha colpito il percorso proprio mentre la carovana si apprestava ad affrontare i Pirenei orientali.

La perturbazione ha trasformato in pochi minuti la sede stradale in un tratto estremamente pericoloso. L’asfalto, reso impraticabile dalla grandine, non offriva più condizioni di sicurezza sufficienti per consentire ai corridori di proseguire. La decisione di fermare la corsa è stata quindi inevitabile, soprattutto considerando la difficoltà del finale e l’arrivo in salita previsto a Font-Romeu.

La neutralizzazione è diventata definitiva quando mancavano circa 15 chilometri al traguardo. Il gruppo, impossibilitato a continuare, è stato costretto a cercare riparo in un hotel della zona, dove i corridori hanno atteso l’arrivo dei mezzi delle rispettive squadre. Una situazione surreale, che ha trasformato una delle tappe più attese della prima parte della Vuelta in una giornata segnata dal maltempo e dall’impossibilità di gareggiare in condizioni accettabili.

L’annullamento rappresenta soprattutto un’occasione persa sul piano sportivo. La frazione avrebbe infatti offerto il primo vero banco di prova in salita della Vuelta, con la possibilità di iniziare a delineare i rapporti di forza tra gli uomini di classifica e gli scalatori.

Tra i corridori maggiormente penalizzati c’è Lorenzo Fortunato. Lo scalatore italiano della XDS Astana si trovava in una posizione particolarmente favorevole, davanti insieme a Mats Wenzel e con un margine sul gruppo dei migliori. Fortunato aveva dunque l’opportunità di giocarsi le proprie carte nel finale e di mettere in mostra le sue qualità in salita.

La cancellazione della tappa ha spazzato via anche questa possibilità. La sicurezza, però, ha inevitabilmente prevalso sulla competizione.

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