Biathlon
Per Emilien Jacquelin, è l’ora della decisione irrevocabile. Ritorno al biathlon oppure proseguire nel ciclismo?
Ci avviciniamo al momento del rien ne va plus per Emilien Jacquelin. Il biathleta francese, campione olimpico con la staffetta a Milano Cortina 2026, nei mesi scorsi ha preso la decisione di cambiare completamente sport, dedicandosi al ciclismo. Una mossa sorprendente, considerando come la Francia sia la nazione che ospiterà la prossima edizione della manifestazione a Cinque cerchi, quella del 2030.
Eppure, il trentunenne transalpino ha scelto di ripartire da zero. Non si parla di chi, nel biathlon, recitava un ruolo di supporto. Jacquelin ha vinto 2 medaglie d’oro individuali ai Mondiali e, pur imponendosi in “sole” 5 gare complessive, è salito sul podio ben 38 volte nelle competizioni di primo livello (olimpiche, iridate e di Coppa del Mondo). Nella storia del movimento francese solamente tre uomini hanno saputo fare meglio (Martin Fourcade, Raphael Poiree e Quentin Fillon Maillet).
Però il ciclismo è sempre stato una sua grande passione. Alle Olimpiadi Invernali 2026 ha gareggiato indossando un orecchino appartenuto al suo mito Marco Pantani, donatogli dalla famiglia del “Pirata”. Dopodiché è entrato nel progetto NextGen (per modo di dire, visto che si parla di un classe 1995) della Decathlon AG2R La Mondiale Team.
Nei giorni scorsi, l’atleta di Villard-de-Lans ha partecipato ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, attestandosi in quattordicesima posizione nella corsa in linea dopo essersi lanciato all’attacco ed essere stato ripreso dal gruppo. Una prestazione scenica, conclusa con un piazzamento dignitoso in una manifestazione oggettivamente di secondo piano e ormai anacronistica, soprattutto per il livello delle competizioni proposte. Niente di che, insomma.
C’è là où gît le lièvre, ossia “è qui che giace la lepre”, l’equivalente francese per il nostro “Qui casca l’asino”. Cosa deciderà di fare Jacquelin? All’inizio di giugno Simon Fourcade, allenatore della squadra francese di biathlon, era stato chiaro. “Lo possiamo aspettare sino alla fine di agosto o tutt’al più all’inizio di settembre. Deve decidere cosa fare della sua vita, se questo progetto del ciclismo è serio, allora che lo dica e ci provi. Questo, ovviamente, implicherebbe non poter contare su di lui nel prossimo inverno”.
Mancano meno di tre mesi all’inizio della Coppa del Mondo di biathlon e siamo nella fase cruciale della preparazione atletica all’inverno. Jacquelin è di fronte al proverbiale bivio. Dopo essersi tolto lo sfizio di qualche corsa in bicicletta, avendo peraltro avuto l’opportunità non scontata di indossare la maglia della Francia, seppur in un contesto marginale, abbandonerà le due ruote e tornerà al tandem sci da fondo/carabina? Oppure continuerà nel nuovo ambito?
A lui la scelta. Mancare la stagione 2026-27 non implica di poter tornare al biathlon in futuro, ma chiaramente più tempo passa, più sarà difficile la riconversione. Lo sviluppo muscolare, soprattutto nella parte alta del corpo, è totalmente differente fra le due discipline. Aspettiamo di capire quale sarà la strada intrapresa da Emilien. Quella della maturità e del ritorno allo sport dove può essere protagonista, oppure quella di perseguire un sogno adolescenziale in una disciplina in cui, viceversa, può al massimo partecipare.