Tennis
Patrick Mouratoglou lancia l’allarme: “Sono preoccupato per Sinner e Alcaraz agli US Open”
Il vero interrogativo su Carlos Alcaraz non riguarda ciò che riesce a fare oggi in allenamento, ma ciò che il suo fisico sarà in grado di sostenere quando inizieranno le partite ufficiali. È questo il punto centrale dell’analisi di Patrick Mouratoglou, che ha guardato con attenzione alle immagini provenienti da Murcia senza lasciarsi convincere del tutto dai progressi mostrati dallo spagnolo.
Alcaraz sta aumentando il carico di lavoro e nelle ultime ore ha trascorso circa tre ore in campo, arrivando anche a condividere una parte della sessione con Holger Rune. Il livello degli scambi è stato elevato e i segnali sul recupero del polso appaiono incoraggianti. Ma tra un allenamento intenso e la possibilità di affrontare uno Slam esiste ancora una differenza significativa.
È proprio questo passaggio a preoccupare Mouratoglou. “Capisco che la gente sia rimasta sorpresa quando Carlos si è ritirato da Cincinnati, perché pensa: ‘Sta colpendo la palla, dovrebbe essere in grado di competere’. Non è così semplice. Ci sono buone ragioni per essere ottimisti. È fantastico vedere Carlos allenarsi, colpire la palla, con tanta intensità e tutto il resto. Sembra una normale preparazione. Il punto è che è successo solo pochi giorni fa e uno Slam è alle porte, quindi cosa succederebbe se iniziasse a giocare troppo presto?“, ha spiegato.
Secondo il coach francese, il rischio è confondere la buona risposta durante una sessione di allenamento con una condizione atletica già sufficiente per sostenere la pressione di un Major. “Probabilmente è molto stanco e avverte qualche fastidio. Dovrebbe essere in grado di farlo per due o tre settimane di fila per essere pronto per un Major. La sua preparazione sarà troppo breve. Quando si è stati fermi per così tanto tempo, colpendo la palla così forte ogni giorno, tornare a farlo è doloroso. Il corpo ha bisogno di tempo per adattarsi. Abbiamo visto molti filmati di lui che colpisce da fondocampo, ma non lo vediamo servire con tutta la sua potenza“, ha sottolineato Mouratoglou.
Nel suo intervento il tecnico francese ha allargato il discorso anche a Jannik Sinner, che arriva all’appuntamento americano con un problema al ginocchio. Due situazioni differenti, ma accomunate dalla necessità di capire quanto sia possibile competere ai massimi livelli senza una preparazione tradizionale alle spalle.
“Sono preoccupato per Alcaraz e Sinner in vista degli US Open? Sì, lo sono. Alcaraz non gioca una partita da tanto tempo. Lui e Sinner avranno sempre una chance perché hanno molto margine sugli altri“, ha detto.