Nuoto
Pagelle Europei nuoto 2026 (15 agosto): Martinenghi emula Tamberi, gestione non convincente della 4×200 sl mista
PAGELLE EUROPEI NUOTO 2026
Sabato 15 agosto
Nicolò Martinenghi 10 e lode: non ci sono più parole per definire questo atleta, che continua a stupire e non dovrebbe essere così per il suo status. Eppure, la sua doppietta d’oro 50-100 rana era del tutto inattesa. Sì, perché Simone Cerasuolo sembrava essere il padrone dell’unica vasca e invece, nella gestione della tensione, nello spalla spalla, Tete ha alzato l’asticella. Un po’ come Gianmarco Tamberi ieri a Birmingham, Martinenghi ha estratto il coniglio dal cilindro e da capitano ha portato un altro metallo pregiato alla causa italica.
Simone Cerasuolo 6.5: non si vuole mancare di rispetto al romagnolo, ma la conquista di una medaglia che non sia oro nei 50 rana è una delusione. Troppo il vantaggio non trasferito in acqua nel momento che più contava. La sufficienza piena c’è in valore assoluto, trattandosi di un argento continentale, ma ha come detto i retrogusti della grande amarezza.
Sara Curtis 8.5: sono cinque medaglie per la diciannovenne piemontese, nella finale dei 50 stile libero più veloce della storia degli Europei. In un contesto del genere, prendersi il bronzo, migliorando di un decimo il primato italiano (23″99), dando seguito alla sua crescita, è la dimostrazione che la ragazza ha ancora tanto margine e il futuro è dalla sua parte.
Anita Gastaldi 8: la medaglia che non ti aspetti arriva da un’altra atleta piemontese. Un argento di grande valore per lei, in una specialità nobile come i 200 misti. La dimostrazione è che il duro lavoro paga e, magari, questo risultato potrebbe infondere nella ragazza ancor più consapevolezza nei propri mezzi.
Alberto Razzetti 6.5: si prende il record italiano dei 200 farfalla dopo un lungo “flirt”, ma il quarto posto nella finale vinta da Leon Marchand alimenta i rimpianti. Il crono da 1’53” è nelle braccia dall’azzurro e quel calo negli ultimi 10 metri l’ha privato di un argento alla sua portata. Ci riproverà domani nei 200 misti, avendo centrato la finale, cosa non banale visto lo sforzo precedente.
Thomas Ceccon 6.5: fa il suo campione veneto, ottenendo l’ingresso nella finale dei suoi 100 dorso col 2° tempo. Il punto è capire quanta benzina è rimasta nel serbatoio e quante energie abbiano gli altri. Sarà un atto conclusivo con un grande punto di domanda e si spera che Thomas tiri fuori un altro coniglio dal cilindro.
Benedetta Pilato 7.5: entrare in finale col miglior tempo è una bella iniezione di fiducia, specie se si tiene conto delle rivali presenti. Tuttavia, in vista dell’atto conclusivo, bisognerà prestare massima attenzione alla gestione degli ultimi 10 metri, aspetto forse critico per la pugliese.
Paola Borrelli 7: brava la farfallista a interpretare anche in maniera coraggiosa la sua semifinale, in cerca di soddisfazioni. Sarà interessante vedere domani cosa accadrà e se con un passaggio più centrato riuscirà a migliorare ulteriormente.
Anita Bottazzo 5: non è lei e lo si era già compreso nei 100 rana. L’eliminazione in semifinale nei 50 pone l’accento su una condizione che non c’è, portando all’insufficienza.
4X200 sl mista 4: è piaciuta ancora una volta poco la gestione delle staffette in casa Italia. In questo caso era palese che tra le fila del Bel Paese si puntasse alle miste di domani, però pensare che il povero Jacopo Barbotti si potesse sobbarcare a stretto giro una semifinale nei 200 misti e poi una frazione di 200 sl è stato obiettivamente troppo.