Nuoto

Pagelle Europei nuoto 2026 (14 agosto): la decima meraviglia di Quadarella, il riscatto dei velocisti!

Enrico Spada

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Simona Quadarella / LaPresse

PAGELLE EUROPEI NUOTO 2026 OGGI

Venerdì 14 agosto

Simona Quadarella 10 – È la padrona dei 1500 stile libero. Parte davanti, accetta il ritorno di Gose senza scomporsi e dai 900 metri cambia definitivamente passo. Oro in 15’46″22, record dei Campionati e decimo titolo europeo, il quarto nei 1500 stile libero. Una prova di forza impressionante.

Simone Cerasuolo 9.5 – La giornata perfetta in attesa della finale. Al mattino demolisce il record italiano con 26″20 e rifila distacchi enormi alla concorrenza. In semifinale non parte benissimo, ma dai 25 metri saluta tutti e vince in 26″23. Due prestazioni praticamente fotocopia: domani sarà l’uomo da battere.

Sara Curtis 9 – Una giornata da protagonista assoluta. Terzo tempo delle batterie dei 50 stile in 24″33, poi abbassa a 24″13 in semifinale e conquista la finale restando a soli sei centesimi dal miglior crono. Il capolavoro arriva nella 4×100 stile libero mista: 51″79 lanciato, porta l’Italia dal terzo al secondo posto e la tiene in piena lotta per l’oro.

Nicolò Martinenghi 8.5 – Non ha l’esplosività di Cerasuolo, ma fa esattamente quello che deve. Vince la batteria in 26″65 e migliora in semifinale con 26″62, imponendosi in una serie molto equilibrata. Arriva alla finale con due vittorie e con la possibilità concreta di giocarsi una medaglia pesante.

Alberto Razzetti 8.5 – Impressionante al mattino con 1’54″64, miglior tempo assoluto delle batterie. In semifinale conferma praticamente lo stesso livello, vince in 1’54″67 e si presenta alla finale con credenziali importanti. Continuità e solidità da grande protagonista.

Anita Gastaldi 8 – Vince la propria batteria in 2’12″57 e chiude il primo turno con il quinto tempo complessivo. In semifinale alza ulteriormente il livello: 2’11″21, quarto posto nella serie e qualificazione alla finale. Una giornata in crescendo, gestita con grande efficacia.

Carlos D’Ambrosio 8 – Il quinto posto nei 200 stile lascia anche qualche rimpianto: 1’45″19, appena 32 centesimi dal bronzo che sarebbe stato suo con il tempo fatto segnare lunedì in staffetta. Poi è protagonista del bronzo della 4×100 mista con un ottimo 47″86 in apertura. In mattinata aveva già contribuito alla qualificazione della staffetta con 48″01. Giornata pienissima e di alto livello.

Emma Virginia Menicucci 7.5 – Due staffette e due prove solide. Al mattino nuota 53″86 contribuendo alla qualificazione alla finale, la sera si prende il bronzo e il record italiano con 53″59. Steenbergen la travolge nel finale con un 50″74 fuori categoria: difficile chiederle di resistere a una frazione del genere. Seconda medaglia!

Thomas Ceccon 7 – Il voto è la media di due facce opposte della serata. Nei 50 dorso non trova la gara che cercava: settimo in 24″54, lontano appena 43 centesimi dall’oro in una finale cortissima. Si riscatta poco dopo nella 4×100 stile libero mista con un eccellente 47″56 che tiene l’Italia al terzo posto e contribuisce al bronzo con record italiano.

Ludovico Blu Art Viberti 6.5 – Fa il suo, e anche qualcosa di più. Nuota 26″90, sesto tempo assoluto delle batterie, ma davanti trova due compagni di squadra come Cerasuolo e Martinenghi. Eliminato esclusivamente per la regola dei due atleti per nazione: il cronometro dice che la semifinale l’avrebbe meritata ampiamente e avrebbe meritato la finale. Non va perso.

Manuel Frigo 7 – Chiamato in causa nella batteria della 4×100 stile libero mista, risponde con 48″07 e mantiene l’Italia al comando dopo la seconda frazione. Fa il suo lavoro e contribuisce in maniera concreta al terzo tempo complessivo e alla qualificazione alla finale. Bella reazione dopo il disastro di ieri

Alessandra Mao 7 – Entra in acqua per l’ultima frazione della batteria della 4×100 mista con l’Italia davanti. Nuota 54″02 e viene superata soltanto nel finale dai Paesi Bassi. Missione qualificazione centrata senza affanni.

Luca De Tullio 6.5 – Non è una qualificazione scintillante, ma è una qualificazione. Chiude la batteria dei 1500 in 14’59″49 e conquista l’ultimo posto disponibile per la finale sfruttando anche la regola dei due tedeschi. Domani avrà l’occasione per provare ad alzare il livello.

Silvia Di Pietro 6.5 – A 33 anni è ancora lì a giocarsi una finale europea nei 50 stile. Al mattino centra la semifinale con 24″94, poi migliora fino a 24″77. Perde qualcosa negli ultimi dieci metri e resta fuori dall’atto conclusivo, ma la sua è comunque una prova positiva.

Federica Toma 6.5 – Molto bene al mattino, quando il suo 1’00″56 vale addirittura il sesto tempo delle batterie. In semifinale lima altri sei centesimi e chiude in 1’00″50, ma il livello si alza e per entrare in finale sarebbe servito scendere sotto il minuto. Fa il massimo possibile nella giornata.

Chiara Della Corte 6.5 – Obiettivo semifinale raggiunto al mattino con 2’13″85 e undicesimo tempo complessivo. La sera migliora a 2’13″35, ma il salto necessario per entrare tra le migliori otto è troppo grande. Esce comunque dall’Europeo con una semifinale e un progresso tra un turno e l’altro.

Andrea Camozzi 7 – Splendido al mattino: 1’55″95, quinto tempo complessivo e qualificazione conquistata con autorità. In semifinale resta con Razzetti nella prima parte, poi paga lo sforzo nel finale, chiude quinto nella serie e resta fuori dalla finale. La prima parte della giornata, però, resta di notevole spessore.

Matteo Diodato 6 – Nuota 15’01″30, resta per tutta la batteria attorno alla quinta posizione e chiude decimo nella graduatoria cronometrica. La finale sfuma per pochissimo e resta prima riserva. Prestazione dignitosa, senza però trovare il salto di qualità necessario per entrare tra gli otto.

Anna Pirovano 5.5 – Nei 200 misti chiude la propria batteria in 2’15″97 e non riesce a entrare nelle sedici semifinaliste. Le altre due azzurre avanzano, lei si ferma subito.

Elena Capretta 5.5 – Il 25″08 dei 50 stile libero la porta al 18° posto complessivo, appena fuori dalle semifinali. In una gara in cui i centesimi pesano tantissimo non trova il crono necessario per continuare il cammino.

Federico Burdisso 5.5 – Il 1’56″08 non è un brutto tempo in assoluto e vale il settimo crono complessivo, ma la spietata selezione interna lo condanna: Razzetti e Camozzi gli sono davanti e la regola dei due per nazione lo elimina già in batteria. Da uno come lui, però, era lecito attendersi qualcosa in più.

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