Atletica

Pagelle Europei atletica (11 agosto): sentenza Battocletti, rivelazione Majori. Jacobs tradito dal fisico: era il più forte

Enrico Spada

Pubblicato

il

Nadia Battocletti Micol Majori / Grana/FIDAL

NADIA BATTOCLETTI 10 – Una sentenza. Corre i 5000 metri con una superiorità quasi disarmante, senza mai dare l’impressione di dover realmente attingere al serbatoio. Resta coperta nella prima parte, controlla ogni movimento delle avversarie e, quando Marta Garcia prova ad aumentare l’andatura, prende in mano la situazione con naturalezza. A 300 metri dalla conclusione decide che la gara è finita: cambia ritmo e nessuna riesce neppure ad abbozzare una risposta. Chiude in 15’37”84, oltre due secondi davanti alla spagnola. In Europa, al momento, gareggia praticamente contro se stessa. Le rivali da battere sono ormai quelle africane.

MICOL MAJORI 9 – La grande rivelazione della serata italiana. Non si limita a disputare una buona gara: conquista una medaglia europea con personalità e lucidità tattica. Si vede anche davanti nelle prime fasi, poi rimane sempre nel vivo della corsa e nell’ultimo giro non si scompone quando davanti Battocletti cambia marcia. Sul rettilineo finale trova una volata meravigliosa e rimonta Hannah Nuttall e Sarah Healy, strappando un bronzo in 15’40”65 che vale tantissimo. Una delle più belle sorprese della rassegna.

MARCELL JACOBS 8 – Il voto è per ciò che aveva fatto vedere prima dell’infortunio. In semifinale manda un messaggio chiarissimo a tutti: parte bene, accelera con una facilità impressionante, domina la batteria e negli ultimi 15 metri può addirittura girarsi, controllare gli avversari e rallentare. Il 10”08 con 0,6 m/s di vento contrario racconta solo in parte quanto fosse convincente la sua prova. È nettamente il più veloce delle semifinali e dà l’impressione di essere il favorito per l’oro. Poi, nella fase conclusiva del riscaldamento prima della finale, arriva una smorfia che fa presagire il peggio. In gara il fisico presenta il conto dopo una cinquantina di metri. Si rialza e il sogno del terzo titolo europeo consecutivo svanisce nel modo più crudele. Resta la sensazione fortissima che, questa sera, fosse lui l’uomo da battere.

ELOISA COIRO 9 – Una mattinata da incorniciare. Corre gli 800 metri in 1’57”56 e firma il nuovo record italiano, cancellando un primato storico e qualificandosi alla finale con il secondo tempo complessivo, alle spalle soltanto di Keely Hodgkinson. Non è semplicemente una qualificazione: è una vera candidatura alla medaglia. Cambia completamente la dimensione internazionale dell’azzurra.

FRANCESCO INZOLI 7,5 – Ha appena iniziato ad affacciarsi sul grande palcoscenico e chiude già sesto in una finale europea del salto in lungo. Dopo un 7,80 iniziale trova un eccellente 8,04 con 1,7 m/s di vento contrario, restando a lungo addirittura quarto e a soli sei centimetri dal podio. Nella seconda metà di gara non riesce a trovare il salto della vita e viene superato, ma il bilancio rimane decisamente positivo. Il futuro è dalla sua parte.

CHITURU ALI 7 – La partenza continua a essere il suo grande punto debole, ma sul lanciato fa vedere perché può diventare un elemento preziosissimo anche in prospettiva staffetta. Nella semifinale dei 100 rimonta furiosamente e chiude secondo in 10”34 con ben 1,7 m/s di vento contrario, guadagnandosi la finale. Nell’atto conclusivo non arriva il risultato sperato, ma la giornata ribadisce che il motore c’è. Eccome.

AYOMIDE FOLORUNSO 8 – Sfiora il record italiano dei 400 ostacoli e lo fa nel momento che conta. Il 53”92 della semifinale è appena quattro centesimi più lento del suo primato nazionale e le vale la qualificazione diretta alla finale. Una prestazione di altissimo livello che la rimette pienamente nella corsa alle medaglie.

MATTEO SIOLI 7,5 – Continua a crescere senza paura. Supera 2,19 con grande facilità e poi passa 2,23 al secondo tentativo, assicurandosi la finale del salto in alto. Qualche apprensione arriva quando si tocca il polpaccio, ma dal punto di vista tecnico la qualificazione è di assoluto spessore.

GIANMARCO TAMBERI 7 – Non è ancora il Tamberi dei giorni migliori, ma l’esperienza continua a fare la differenza. Entra in gara a 2,15, superando la quota con qualche brivido, poi a 2,19 appare decisamente più brillante. A 2,23 sbaglia il primo tentativo ma risolve la pratica al secondo. Missione compiuta: sarà in finale, e quando arriva una finale tutto può cambiare.

EDOARDO STRONATI 7 – Convincente fino a 2,19, quota superata agevolmente. I tre errori a 2,23 gli impongono qualche minuto di attesa, ma la classifica lo premia e gli consegna la finale europea. Un altro giovane italiano che continua ad accumulare esperienza ai massimi livelli.

CHRISTIAN FALOCCHI 6,5 – Si prende qualche rischio di troppo a 2,15, superato soltanto al terzo tentativo, ma reagisce immediatamente passando 2,19 alla prima prova. I tre errori a 2,23 non gli impediscono di entrare nella finale a 13. Obiettivo raggiunto, seppure con qualche patema.

EDOARDO SCOTTI 6,5 – Corre una semifinale dei 400 metri più che dignitosa e chiude terzo in 45”32. Negli ultimi trenta metri, però, si irrigidisce vistosamente e perde la possibilità di avvicinare tempi che gli avrebbero consentito di sperare nella qualificazione. Eliminato, ma la prestazione rimane positiva.

ALESSIO SOMMACAL 7 – Quarto nella propria batteria dei 400 ostacoli in 49”40, settimo tempo complessivo. Gara solida e qualificazione meritata al turno successivo. Si presenta nella fase decisiva dell’Europeo dimostrando di poter reggere il livello continentale.

GIACOMO BERTONCELLI 7 – Terzo nella propria batteria in 49”82 e dodicesimo tempo complessivo. Fa esattamente ciò che serviva per avanzare. Non dispone ancora dei crono dei migliori, ma raggiungere il turno successivo in una rassegna continentale rappresenta un risultato importante.

CELESTE POLZONETTI 6 – Aveva legittimamente ambizioni superiori dopo il 12”74 stagionale. Una partenza sbagliata compromette però la semifinale dei 100 ostacoli: quarta in 12”93, resta fuori dalla finale per pochissimo, prima tra le escluse in base ai tempi. Il rimpianto è evidente perché la finale era alla sua portata.

GIADA CARMASSI 5,5 – Quinta nella seconda semifinale dei 100 ostacoli. Il 13”11 ufficiale non può bastare per entrare tra le migliori otto d’Europa. Esperienza comunque utile in una gara dal livello molto elevato.

ELENA CARRARO 5 – Il 13”29 della semifinale è lontano dai tempi necessari per ambire alla finale. Chiude settima la propria batteria e saluta la competizione senza riuscire a trovare la gara sperata.

VIRGINIA SCARDANZAN 5,5 – Parte bene superando 4,10 al primo tentativo e 4,25 alla seconda prova, poi si arena a 4,40 con tre errori. La finale richiedeva qualcosa in più.

SONIA MALAVISI 5,5 – Qualche difficoltà già a 4,10, superato alla seconda prova, poi 4,25 al primo tentativo. A 4,40 arrivano però tre errori consecutivi e l’eliminazione.

ELISA MOLINAROLO 5,5 – La più vicina delle azzurre a rimanere in corsa, ma anche per lei 4,40 diventa un ostacolo insormontabile. Dopo i tre errori deve salutare la gara. Complessivamente una qualificazione sottotono per l’asta italiana.

FEDERICA DEL BUONO 6 – Nei 5000 metri resta lontana dalla lotta per le medaglie e chiude undicesima in 15’49”41. Non riesce a seguire l’accelerazione decisiva delle migliori, in una serata illuminata soprattutto da Battocletti e Majori.

SAMUELE CECCARELLI 5,5 – Parte male e chiude quarto la propria batteria dei 100 metri in 10”58. Per qualche minuto sembra poter sperare nel ripescaggio, ma alla fine viene eliminato per appena un centesimo. Il margine era minimo, ma serviva una prova più incisiva.

FILIPPO RANDAZZO 5 – Settimo in 10”71 nella batteria dei 100 metri. Il vento contrario non aiuta nessuno, ma la prestazione rimane distante da quanto necessario per superare il turno.

OLIVER MULAS 5,5 – Trova condizioni complicate, con circa due metri al secondo di vento contrario, e chiude quinto nei 110 ostacoli in 14”10. Il contesto gli concede un’attenuante, ma l’eliminazione già al primo turno resta netta.

ALICE MURARO 5,5 – Quinta nella propria semifinale dei 400 ostacoli in 56”30. Non riesce a inserirsi nella lotta per il passaggio del turno e viene eliminata.

REBECCA SARTORI 5 – Ottava nella terza semifinale dei 400 ostacoli con 56”24. Gara lontana dai livelli necessari per giocarsi l’ingresso in finale.

ALESSIO MANNUCCI 5,5 – Nel disco apre con 59,52, poi non riesce a trovare il salto di qualità richiesto da una qualificazione di altissimo livello tecnico. Il 56,55 conclusivo certifica l’eliminazione.

CARMELO MUSCI 5 – Parte con un modesto 53,92, si migliora a 58,35 ma resta distante dalle misure necessarie per raggiungere la finale. Europeo che si ferma in qualificazione.

ENRICO SACCOMANO 5 – 57,41 come miglior misura e un nullo nel mezzo. In una gara che per accedere alla finale richiedeva ben altro, non riesce mai realmente a entrare in partita.

Exit mobile version