Tuffi

Oscar Bertone entusiasta: “Pellacani-Pizzini da podio olimpico, questo è il futuro dell’Italia”

Giandomenico Tiseo

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Oscar Bertone / Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM

Con il trionfo nel sincro femminile dal trampolino da tre metri di Chiara Pellacani ed Elisa Pizzini si è chiusa nel migliore dei modi l’avventura dell’Italia agli Europei di tuffi di Parigi. Una giornata finale che ha certificato la crescita del movimento azzurro e impreziosito una rassegna già straordinaria.

Pellacani, infatti, ha completato un’impresa senza precedenti conquistando il quinto oro in altrettante gare disputate, diventando la prima atleta nella storia degli Europei di tuffi a riuscire nell’en plein. In coppia con Pizzini ha dominato la finale del sincro dai tre metri con un punteggio di 308.07, una prestazione di livello assoluto che ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio continentale nella specialità. A chiudere il programma anche l’ottimo quarto posto di Romano Wang dalla piattaforma, al debutto con la Nazionale maggiore, autore della migliore prova della carriera con 455.75 punti e capace di confermare le prospettive di un settore che guarda con fiducia al futuro.

A tracciare il bilancio della spedizione azzurra è stato il direttore tecnico della Nazionale Oscar Bertone, che ha sottolineato innanzitutto il valore del successo conquistato da Pellacani e Pizzini: “È una medaglia importantissima perché ottenuta dal trampolino olimpico. Nel sincro tre metri donne ci mancava ricreare una coppia dopo quella storica composta da Tania Cagnotto e Francesca Dallapè, ma anche dopo Chiara ed Elena Bertocchi. Abbiamo inserito una Pizzini in forma straordinaria che è stata brava a farsi condurre per mano da Chiara. Gara entusiasmante, sensazionale. Credo che con un punteggio così ci si possa anche avvicinare ad un podio olimpico“.

Il direttore tecnico ha poi allargato l’analisi all’intera squadra, evidenziando la crescita del gruppo e la convinzione maturata nel corso della manifestazione: “Consapevolezza dei propri mezzi, l’ho detto tutte le sere nelle riunioni di squadra. Ogni atleta che è venuto all’Europeo è un atleta che può tranquillamente sperare di puntare in alto. Non siamo entrati in finale in due gare e ci lavoreremo ancora. L’obiettivo era quello di portare tutti in finale e poi pensare alle medaglie. Non è stato così, però abbiamo portato a casa tante medaglie, con una squadra giovanissima, e questo è il futuro dei tuffi italiani“.

Bertone ha quindi posto l’accento sul lavoro quotidiano che sostiene i risultati della Nazionale, spiegando come i successi siano il frutto di un percorso costruito nel tempo: “Si entra in piscina alle 7-8 del mattino e si esce alle otto di sera, quindi 12 ore in vasca. Tanto lavoro quotidiano per aumentare l’asticella. Trovato il bandolo della matassa di un errore, si passa ad un altro per cercare di porre rimedio anche a quello. Lo si è visto in questi giorni, in cui tutti i ragazzi che hanno saltato l’hanno fatto al meglio delle loro possibilità. Non interessa se hanno vinto o se non sono entrati in finale, ciò che conta è che alla fine torneranno a casa con tanta esperienza e la consapevolezza nei propri mezzi“.

Infine, il commissario tecnico ha ribadito l’importanza di aver dato spazio a tanti giovani in una rassegna internazionale, indicando nella loro crescita il patrimonio più prezioso lasciato da questi Europei: “Spero che possano capire che queste gare, queste esperienze, sono fondamentali. A viverle in questo modo, poi, trasmettono una gioia incredibile. Aver portato tanti giovani a Parigi serve al futuro dei tuffi italiani. È un lavoro che parte da molto lontano e che è iniziato 30 anni fa“.

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