Nuoto
Nuoto, Sara Curtis dovrà scegliere tra dorso e stile libero? Il programma di Los Angeles 2028 non aiuta
Bisognerà fare una scelta? Lo scopriremo. Di sicuro c’è che Sara Curtis ha dimostrato, nel corso degli Europei di Parigi, di avere un ampio ventaglio di gare nelle quali poter incidere, sia nel dorso sia nello stile libero.
I tre podi individuali nei 50 e 100 stile libero, entrambi chiusi al terzo posto, e nei 50 dorso, vinti con tanto di due record del mondo, alimentano gli interrogativi sulla possibilità di una gestione di questo tipo anche a livello mondiale, in prospettiva olimpica. Giova ricordare che, a partire dalla prossima edizione di Los Angeles, tutte le specialità sui 50 metri, e non soltanto lo stile libero, entreranno a far parte del programma olimpico.
La novità ha già prodotto un innalzamento esponenziale del livello nelle gare sulla singola vasca. In questo contesto, l’azzurra ha dimostrato di essere attualmente di un’altra categoria nel mondo dei 50 dorso, mentre nello stile libero è certamente molto competitiva, pur trovandosi di fronte ad alcune atlete che, al momento, le sono superiori.
In vista dei Giochi, però, c’è una complicazione: la sovrapposizione di alcune gare, come la finale dei 100 stile libero e le semifinali dei 100 dorso, previste nello stesso giorno. La questione assume ancora più rilevanza alla luce del potenziale che l’azzurra ha lasciato intravedere a Parigi nel dorso sulle due vasche.
Sì, perché una velocità di questo livello nei 50 dorso può rappresentare un vantaggio significativo anche sui 100 metri. Curtis è così passata dall’1’00”35 nuotato a Riccione, agli Assoluti primaverili di quest’anno, allo strepitoso 58”43 della finale della 4×100 mista, un tempo che, a livello individuale, le avrebbe consentito di conquistare l’argento europeo.
Un riscontro che potrebbe invitare a una riflessione, anche perché nello stile libero veloce la concorrenza è spietata. I record del mondo stabiliti da Kate Douglass nei 50 metri a Irvine, in California, durante i PanPacifici, potrebbero dunque indurre a una revisione del programma di Curtis.
Il vantaggio, in tutto questo, è che Sara avrà l’opportunità di allenarsi negli Stati Uniti proprio nella struttura in cui si allena Douglass: le due sono infatti compagne di squadra alla University of Virginia. Curtis, inoltre, è più giovane della statunitense e ha quindi ancora ampi margini di crescita e molto da dare.