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Nuoto di fondo, la Senna torna protagonista agli Europei: preoccupazioni, ma c’è un cambiamento rispetto alle Olimpiadi

Giandomenico Tiseo

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Ginevra Taddeucci / LaPresse

La Senna torna a essere protagonista del nuoto di fondo internazionale, ma il percorso scelto per i Campionati Europei 2026 non è lo stesso che aveva ospitato la 10 km olimpica di Parigi 2024.

Una differenza tutt’altro che marginale, soprattutto in un periodo in cui le condizioni dell’acqua del fiume sono finite nuovamente al centro del dibattito tra atleti, tecnici e organizzatori. Al di là della qualità delle acque, infatti, cambia proprio la conformazione del circuito, con effetti significativi sulla gestione della gara, sulle correnti e sulle scelte tattiche dei protagonisti.

Alle Olimpiadi del 2024 la competizione si era disputata nel cuore monumentale della capitale francese, con partenza e arrivo in corrispondenza del Pont Alexandre III. Il tracciato si sviluppava lungo un rettilineo compreso tra il Pont Alexandre III e il Pont de l’Alma, in uno degli scorci più iconici della città, dominato dal Grand Palais e dagli Invalides. Gli atleti erano chiamati a ripetere più volte un circuito di circa 1,66 chilometri, affrontando lunghi tratti in senso opposto alla corrente e passaggi molto delicati in prossimità dei piloni dei ponti.

La 10 km degli Europei, in programma domani 4 agosto, si sposta invece più a valle, nella zona del Bras de Grenelle, dove il circuito ruota attorno all’Île aux Cygnes, l’isola artificiale nota per ospitare la replica parigina della Statua della Libertà. Cambia quindi completamente il contesto geografico: non più un percorso rettilineo tra due ponti storici, ma un anello che sfrutta la particolare conformazione dell’isola, offrendo riferimenti differenti e una distribuzione diversa delle correnti.

È proprio la gestione del flusso del fiume a rappresentare una delle principali differenze tra i due tracciati. Durante i Giochi la corrente della Senna si rivelò uno degli elementi più determinanti dell’intera gara. Nei tratti controcorrente gli atleti si trovarono a fronteggiare una spinta dell’acqua estremamente marcata, tale da incidere profondamente sui tempi e sul dispendio energetico. Per limitare gli effetti della corrente, molti nuotatori furono costretti a restare il più possibile vicini alle banchine, dove il flusso risultava leggermente attenuato. Questa scelta obbligata aumentò inevitabilmente i contatti fisici e rese la gara particolarmente selettiva dal punto di vista della resistenza.

Il circuito della rassegna continentale presenta invece caratteristiche differenti. L’Île aux Cygnes divide infatti il corso della Senna in due rami, modificando la distribuzione della corrente. L’isola agisce come una sorta di barriera naturale che spezza il flusso dell’acqua, rendendolo più uniforme e meno concentrato rispetto a quanto avveniva nel tratto utilizzato per i Giochi olimpici. La corrente resta comunque un fattore tecnico da gestire, ma le traiettorie offerte agli atleti sono più varie e non obbligano necessariamente a nuotare costantemente a ridosso delle banchine. Di conseguenza, la lettura della gara e le strategie potranno risultare più articolate, lasciando maggiore spazio alle scelte tattiche dei protagonisti.

Cambiano anche i punti di riferimento visivi. Nel percorso olimpico erano i grandi monumenti parigini e i ponti storici a scandire ogni giro, mentre nella prova continentale il fulcro diventa l’Île aux Cygnes, con il tracciato che segue il perimetro dell’isola in una successione di curve e cambi di direzione che rendono la navigazione differente rispetto al passato.

Resta invece invariato il tema che accompagna entrambe le manifestazioni: il monitoraggio della qualità delle acque della Senna. Anche in vista degli Europei, infatti, l’attenzione si è concentrata sui parametri di balneabilità, dopo le numerose discussioni che avevano caratterizzato sia le Olimpiadi sia gli eventi disputati successivamente nel fiume parigino. La zona scelta per la gara di quest’anno, tuttavia, rientra nell’area interessata dagli importanti interventi di riqualificazione realizzati dalla città di Parigi dopo i Giochi, con nuove infrastrutture idrauliche e sistemi di filtraggio progettati per migliorare la qualità delle acque e consentire l’apertura stabile di aree destinate alla balneazione pubblica.

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