Nuoto
Nuoto, 30 vasche d’oro per Simona Quadarella. 4×100 sl mista di bronzo agli Europei
Il quinto giorno degli Europei 2026 di nuoto a Parigi consegna all’Italia due medaglie e consolida il primato azzurro nel medagliere. Il bilancio di giornata è aperto dall’oro di Simona Quadarella nei 1500 stile libero e completato dal bronzo della 4×100 stile libero mista, capace di stabilire anche il nuovo record italiano.
Simona Quadarella si conferma la riferimento del mezzofondo europeo e conquista il quarto titolo continentale in vasca lunga nei 1500 stile libero. La romana chiude in 15’46”22, precedendo la tedesca Isabel Gose, seconda in 15’49”31, e l’altra tedesca Maya Werner, bronzo in 15’52”50.
La gara è stata costruita su un ritmo regolare e superiore a quello delle avversarie: Quadarella ha coperto le 32 vasche mantenendosi intorno ai 31”6-31”7 per 50 metri. Gose ha provato a rimanere in scia fino ai 900 metri, prima di perdere progressivamente contatto. Il vantaggio dell’azzurra si è così trasformato in un successo netto, senza un vero cambio di gerarchie nella parte conclusiva.
L’oro di Parigi si inserisce in una sequenza continentale che comprende i titoli del 2018 a Glasgow e del 2021 a Budapest, quando Quadarella realizzò il triplete nei 400, 800 e 1500 stile libero, e la doppietta del 2022 a Roma nei 800 e 1500, con l’argento nei 400. Sono ora dieci le medaglie d’oro conquistate dalla 27enne romana agli Europei in vasca lunga: quattro nei 1500, quattro negli 800 e due nei 400.
Con questo decimo titolo, Quadarella raggiunge l’ucraina Yana Klochkova al quarto posto nella graduatoria storica degli ori europei in vasca lunga. Davanti a lei restano Sarah Sjöström, a quota 15, László Cseh con 14 e Katinka Hosszú con 13.
Il tempo di 15’46”22 rappresenta inoltre la prima volta in cui Quadarella scende sotto i 15’50 in una finale europea dei 1500. Il risultato conferma quindi non soltanto la continuità del rendimento internazionale, ma anche un progresso cronometrico specifico sulla distanza.
La seconda medaglia della giornata arriva dalla 4×100 stile libero mista. Il quartetto composto da Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Sara Curtis ed Emma Virginia Menicucci chiude in 3’20”80, nuovo record italiano.
Gli azzurri terminano al terzo posto alle spalle della Russia, prima in 3’19”95 con il nuovo record dei campionati, e dei Paesi Bassi, secondi in 3’20”09. Il quartetto italiano costruisce una prestazione omogenea: D’Ambrosio apre in 47”86, Ceccon nuota 47”56, Curtis 51”79 e Menicucci 53”59.
D’Ambrosio chiude al quinto posto i 200 stile libero in 1’45”19. Il 19enne, allenato da Luca De Monte al centro federale di Verona, migliora rispetto alla semifinale, chiusa in 1’45”34, dopo un passaggio iniziale in 50”86. Il secondo 50 è più controllato, con 27”04, seguito da 27”24 nell’ultima vasca da 50 metri.
Il podio conferma l’altissimo livello della finale. Vince il campione olimpico David Popovici in 1’44”15, davanti al lituano Tomas Navikonis, sorprendente dalla corsia uno in 1’44”55, e al britannico James Guy, terzo in 1’44”87. D’Ambrosio resta dunque fuori dal podio per 32 centesimi, ma conferma una crescita ormai stabile ai massimi livelli continentali.
Ceccon conclude settimo la finale dei 50 dorso in 24”54. Il titolo va al ceco Miroslav Knedla in 24”11, davanti al russo Kliment Kolesnikov in 24”12 e al connazionale Pavel Samusenko in 24”14. Per Thomas si tratta di una distanza sulla quale non possiede gli stessi riferimenti internazionali dei 100 dorso, gara nella quale è campione olimpico e primatista mondiale con 51”60. Il risultato del Day 5 va quindi letto soprattutto in funzione del prosieguo del programma, con l’attenzione rivolta alla doppia distanza.
Le semifinali dei 50 rana confermano la forza dell’Italia nella specialità. Simone Cerasuolo e Nicolò Martinenghi entrano in finale con i primi due tempi. Cerasuolo realizza 26”23, a tre centesimi dal suo record italiano. Martinenghi chiude in 26”62 e accede all’atto conclusivo con il secondo tempo. Alle loro spalle si qualificano l’olandese Koen Groot, terzo in 26”71, e il bielorusso Ilya Shymanovich, quarto in 26”77.
A 24 ore dal titolo europeo nei 50 dorso con il record mondiale di 26”56, Sara Curtis centra la finale dei 50 stile libero con il quarto tempo, 24”13. La 19enne azzurra resta a quattro centesimi dal record italiano di 24”09 e si colloca alle spalle di Sarah Sjöström, unica atleta sotto i 24 secondi con 23”83, e delle altre due migliori semifinaliste. Silvia Di Pietro, invece, è decima in 24”77 e resta fuori dalla finale.
Alberto Razzetti accede alla finale dei 200 farfalla con il terzo tempo in 1’54”67. Davanti al ligure ci sono Richard Marton, autore di 1’54”47, e soprattutto il francese Leon Marchand, primo in 1’53”95. Razzetti, già argento nei 400 misti nella prima giornata, si presenta quindi alla finale con un margine concreto per puntare al podio. Si ferma invece Andrea Camozzi, undicesimo in 1’56”06.
Anita Gastaldi conquista il sesto tempo d’ingresso nella finale dei 200 misti con 2’11”21, terza prestazione personale di sempre. La piemontese resta a 24 centesimi dal proprio primato di 2’10”97, stabilito agli Assoluti di Riccione nell’aprile 2025. La classifica è particolarmente compatta: guida la britannica Abbie Wood in 2’09”99, mentre altre cinque atlete sono racchiuse in meno di un secondo tra il secondo e il sesto posto. Alba Vazquez Ruiz è seconda in 2’10”87, seguita da Amalie Smith in 2’11”12, Anastasia Gorbenko in 2’11”14 e Justina Kozan in 2’11”19. Chiara Della Corte è invece undicesima in 2’13”35.
Niente finale per Federica Toma nei 100 dorso. L’azzurra chiude la semifinale in 1’00”50, mentre l’ultimo tempo utile per l’accesso all’atto conclusivo è il 59”90 della portoghese Camila Rodrigues Rebelo. Al comando ci sono due francesi: Mary Ambre Moluh in 58”21 e Pauline Mahieu in 58”93, le uniche capaci di scendere sotto i 59 secondi.