Tennis

Niente finale per Flavio Cobolli a Cincinnati: Arthur Fils si guadagna l’ultimo atto

Federico Rossini

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Flavio Cobolli / IPA Sport

Arthur Fils è il primo finalista del Masters 1000 di Cincinnati. Sconfitto in un’ora e 7 minuti un Flavio Cobolli a energie forse meno elevate (complici le tante sfide al terzo di questi giorni, nonché l’intensità delle stesse) dei giorni passati. 6-3 6-4 il punteggio finale, e per il francese ora ci sarà il vincitore del derby americano che, nella notte, vedrà confrontarsi Brandon Nakashima e Frances Tiafoe.

Pronti via, anzi no: ingresso in campo, riscaldamento, ma ci sono nubi nerissime all’orizzonte. Il gioco neanche parte, i giocatori vengono rimandati negli spogliatoi. Si attende poco, perché una quarantina di minuti dopo il match inizia davvero. E subito, nel secondo game, Cobolli annulla una palla break con risposta lunga di Fils. Il francese, però, si complica la vita nel terzo game e, sulla chance per l’italiano, commette un doppio fallo che manda Flavio sul 2-1. Il vantaggio dura poco: controbreak a zero. E, sul 2-2, Fils con due scambi durissimi riesce a togliersi da una situazione di 30-40. Da quel momento il francese si mette a giocare un tennis di pregevolissima qualità: grandi vincenti, solidità da fondo, capacità di trovare gli angoli. Così arriva un altro break, stavolta a 15, che apre la strada al set vinto per 6-3.

E l’assolo del transalpino non si ferma: diventano quattro i game consecutivi con il break a 15 che va ad aprire il secondo parziale. Di fatto, il copione rimane sempre all’incirca quello di qui in avanti: Cobolli che i suoi game di servizio li tiene con relativa facilità, Fils che non lascia praticamente avvicinare l’italiano in nessun modo, senza che ci sia nemmeno l’ombra di uno spiraglio da offrire a chi sta dall’altra parte della rete. Anche l’ultimo game scorre via senza patemi per il transalpino: 6-4 e finale raggiunta.

Poca storia anche e soprattutto nel rapporto vincenti-errori gratuiti: per Cobolli 3-22 (ed è un dato pesantissimo, che suffraga a sufficienza l’idea della benzina finita), per Fils 22-27. Basta questo, da solo, a far capire che la partita l’ha fatta in maniera chiara il francese. A Flavio, comunque, resta la soddisfazione di essere lì, nel giro dei big. E in una situazione nella quale gli US Open si preannunciano pieni di incertezza il suo nome può essere speso tra quelli che girano ai piani alti.

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