Nuoto
Nicolò Martinenghi in versione olimpica nella semifinale dei 100 rana. Cerasuolo si salva in extremis
È un Nicolò Martinenghi sorprendente quello ammirato nella prima giornata degli Europei 2026 di nuoto a Parigi. Probabilmente la capitale francese ispira bei ricordi, considerando l’oro olimpico conquistato nei 100 rana alla La Défense Arena, ma era difficile attendersi una condizione di questo livello in un 2026 nel quale il problema alla spalla sinistra aveva condizionato pesantemente la sua preparazione.
Tete, però, è un campione e lo ha dimostrato nel penultimo atto odierno, nuotato in maniera quasi speculare rispetto alla batteria del mattino, ma con maggiore decisione nel passaggio ai 50 metri. Un 27”53 al tocco di metà gara, seguito da una seconda vasca in cui l’azzurro si è letteralmente scatenato. Un ritorno da 31”14, che gli ha permesso di chiudere in 58”67, il miglior tempo tra tutti i semifinalisti. Un crono che permette di guardare alla finale con il petto gonfio d’orgoglio.
Domani, però, ci sarà da lottare, perché la concorrenza è decisamente di alto livello. L’irlandese Jack Kelly ha nuotato sulle ali dell’entusiasmo, migliorando ancora una volta il proprio primato e scendendo per la prima volta sotto i 59” (58”90). Ci sarà anche il baronetto Adam Ramsay-Peaty, un mito della rana mondiale, capace di stampare un 58”94.
In finale ci sarà anche Simone Cerasuolo, che proverà a gestire la gara in maniera più efficace rispetto alla semifinale. Il passaggio veloce in 27”26 ai 50 metri non è stato seguito da una seconda vasca all’altezza (32”03), con un calo sensibile negli ultimi 15 metri. Bisognerà trovare il giusto equilibrio, perché l’azzurro ha le carte in regola per inserirsi nella lotta per il podio.