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MotoGP, Miguel Oliveira: “Marquez è il più grande di sempre. Fra i giovani non c’è nessuno che possa sfidarlo”

Francesco Paone Casati

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Miguel Oliveira / Valerio Origo

Il 2027 segnerà l’inizio di una nuova epoca in MotoGP, soprattutto in termini tecnologici, vista la riduzione della cilindrata dei motori e della capacità dei serbatoi, le limitazioni all’aerodinamica e il cambiamento del fornitore unico di pneumatici. Vi saranno però anche grandi novità in griglia di partenza, sulla quale si assisterà a un autentico ricambio generazionale.

Svariati centauri ultratrentenni – come Jack Miller, Alex Rins, Brad Binder e Maverick Vinales – lasceranno la sella a una batteria di giovani rampanti – quali Senna Agius, Izan Guevara, David Alonso e Daniel Holgado – in arrivo dalla Moto2. Fra i veterani di lungo corso che hanno a lungo corso nella classe regina c’è anche Miguel Oliveira, coetaneo del quartetto succitato, ma già trasferitosi in Superbike.

Il trentunenne portoghese, vincitore di cinque gare di MotoGP, è attualmente uno dei due piloti del Factory Team Bmw. Nei giorni scorsi è stato intervistato dalla testata specializzata speedweek.com (tedesca come Bmw e dunque molto attenta a chi è legato all’azienda bavarese) e, durante la lunga conversazione, ha espresso delle opinioni molto interessanti su chi è attualmente impegnato nel Motomondiale e chi arriverà nel prossimo futuro.

“Marc Marquez è il più grande pilota di tutti i tempi e non vedo nessuno che possa veramente sfidarlo nel prossimo futuro, nonostante stia arrivando una nuova generazione. Pedro Acosta è il migliore tra i giovani, è l’unico nel quale si può vedere qualcosa di diverso. Tutti gli altri sono più o meno la stessa cosa. Non sto dicendo siano dei mediocri, chiunque arrivi in MotoGP è molto talentuoso. Però prendiamo Diogo (Moreira, ndr). È un gran pilota, ma non vale Acosta”.  

Insomma, Oliveira non ha grande fiducia in chi sta per esordire nella classe regina, come Izan Guevara: “Lui è stato fantastico in Moto3, ma poi ha impiegato tre anni per diventare veramente competitivo in Moto2. Oppure pensiamo a José Antonio Rueda. L’anno scorso ha dominato la Moto3, ma sta facendo tanta fatica nella sua prima stagione in Moto2. Ecco perché dico che di questa generazione l’unico ad avere qualcosa in più sembra essere Acosta”. In effetti, a differenza di tanti altri, El Tiburòn è arrivato in MotoGP con largo anticipo, nonostante debba ancora vincere una gara.

Per il futuro? Si è destinati a vivere un Motomondiale fatto di piloti prodotti in serie, tutti uguali gli uni agli altri? Neppure tra i giovanissimi c’è qualcuno degno di nota? “Se guardo ancora più in là, non vedo nessun altro. Forse solo Maximo Quiles, ma è ancora presto ed è comunque molto difficile fare previsioni a lungo termine nel Motociclismo attuale. Soprattutto, è ingiusto mettere pressione a un teenager catalogandolo come ‘il nuovo Marquez’” come qualcuno ha fatto. Non ci sono risposte nette a certi quesiti”.

Ricapitolando, queste sono le opinioni di Miguel Oliveira, come tali dibattibili, ma indubbiamente qualificate. Curioso notare come, alla fine della fiera, tutto ruoti sempre attorno a Marc Marquez. Perché Acosta sarà il compagno di squadra di El Trueno de Cervera nella Ducati del 2027 e Maximo Quiles è gestito dall’agenzia fondata dai fratelli Marquez…

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