GP Aragon
MotoGP, il Mondiale prende forma. Marc Marquez “cavaliere solitario” Ducati contro i “cavalieri neri” Aprilia
Marc Marquez ha dominato il Gran Premio d’Aragona di MotoGP, centrando l’obiettivo di conseguire il bottino massimo nel weekend di Alcañiz, uno dei suoi tracciati preferiti. Il trentatreenne spagnolo sa bene di non essersi ancora ripreso completamente dall’ennesimo infortunio alla spalla ed è conscio di come, per vincere il titolo, debba massimizzare il proprio potenziale sulle piste amiche. Missione compiuta nei giorni scorsi.
Nel frattempo, il novero degli avversari dell’iberico si assottiglia. Ai Ogura ha perso un intero fine settimana e, con tutto il rispetto per l’arrembante giapponese, uno come lui non si può permettere di lasciare così tanti punti sul piatto. Fabio Di Giannantonio sta invece tornando nei ranghi, nel senso che il suo rendimento è tornato in linea con il suo valore, quello di un pilota di primo piano, privo però dei crismi per laurearsi Campione del Mondo, a meno di circostanze eccezionali.
Così restano in tre, verosimilmente, per il Mondiale. Oltre a Marc Marquez, ci sono Jorge Martin e Marco Bezzecchi. I due “Cavalieri Neri” dell’Aprilia. Quindi, potremmo soprannominare il catalano “El Llanero Solitario”, ossia “ll cavaliere solitario” dal nome con cui è conosciuta in Europa la fortunatissima serie TV americana “The Lone Ranger”. Il #93 è oramai l’unica carta da giocare dalla Casa di Borgo Panigale per inanellare il quinto iride consecutivo, sbarrando la strada a quella di Noale.
È evidente come Marquez e Bezzecchi siano i due sfidanti principali per il titolo. Hanno vinto 4 Gran Premi a testa, mentre nessun altro centauro si è imposto in più di un’occasione. Neppure Martin, che guida la classifica iridata grazie alla sua consistenza e al fatto di aver corso tutte le tredici gare in programma. I due Marco, invece, ne hanno saltate un paio a testa fra infortuni e squalifiche.
Marquez può essere considerato il favorito in virtù del suo pedigree, peraltro evidenziato ad Alcañiz. È spietato e chirurgico, ha un piano e lo sta eseguendo. Bezzecchi è comunque l’antagonista, perché ha dimostrato di saper fare la differenza quando è al meglio in termini psicologici e fisici. Non tutte le piste saranno amiche dello spagnolo o della Ducati. Quindi, ci sarà spazio per far valere la propria legge, come accaduto a più riprese sino al Mugello. Jorge è il terzo incomodo, che per ora sta godendo, ma è ancora lunga la strada verso la bandiera a scacchi di Valencia.