Tennis
Monaco: “Musetti può sfruttare la maggiore freschezza. Kyrgios ha sempre avuto credibilità zero”
Nuovo ed imperdibile appuntamento con TennisMania, format in onda sul canale YouTube di OA Sport. Guido Monaco, giornalista di Eurosport, si è soffermato sui successi ottenuti da Cobolli e Musetti negli ottavi del torneo di Cincinnati e sulle sfide che attendono i due azzurri nei quarti. Attenzione puntata anche sul tennis femminile e sul caso Kyrgios.
Su Musetti: “Hai un mondo che gioca, non hai un continente che gioca, non c’è un paragone, comunque, al di là dei paragoni. Sono particolarmente contento come immaginerete per Musetti perché comunque ha sfruttato, onesto dirlo, un tabellone molto favorevole, però per una volta l’ha sfruttato già dai primi turni con quella autorevolezza che spesso era mancata in passato in partite dove era molto favorito. Tra l’altro tutte e tre partite che poteva vincere ancora più facile perché verso la fine in tutte queste tre partite ha perso un turno di servizio, si è leggermente rilassato, però niente di straordinario. Il primo set che è stato un po’ più lottato, però nei turni prima sia con Altmaier e in particolare con Zheng poteva vincere addirittura più facile. Sta bene. Io poi sono sempre prudente perché so che il soggetto è particolare, però è chiaro che quando buona parte degli altri si battagliano bene o male per sei-sette mesi e tu sei fuori quasi tutta la stagione, in questo momento lui dovrebbe avere un vantaggio di freschezza fisica e mentale notevole che sta dimostrando. Quindi c’è di che essere ottimista. Vi dico la verità, tra i tre che temevo per forza dovevano arrivare ai quarti con Musetti, cioè Tien, Tiafoe e Aliassime, per certi versi il secondo è quello che potrebbe dargli meno fastidio, però questo poi lo vedremo. Il canadese è un grande battitore e Tien è uno che sul fioretto si fa valere”.
Su Aliassime e Tiafoe: “Non sta bene, poi aveva rinunciato al torneo di casa per la schiena, poi io ieri sinceramente non l’ho visto, non so in che condizioni fosse, però due partite bene o male le aveva vinte, quindi non so, magari voi l’avete visto più di me, però Aliassime è il giocatore che ti può tener fermo col servizio. Solito discorso, Tien è uno che a livello di geometrie, di fioretto può combattere. Lui e Tiafoe si conoscono a meraviglia, ci ha vinto e ci ha perso, però è un giocatore un po’ più prevedibile, anche se su questi campi, in questi contesti e immagino in una partita serale, non sarà un bel un bel pesce, ma ci mancherebbe, sono i quarti”.
Sulle prove dei due italiani e sulla sconfitta di Zverev: “I due match sono Fritz-Nakashima e Tiafoe-Musetti. Io se fossi un organizzatore non avrei dubbi su chi mettere serale. Anche perché appunto Tiafoe è abbastanza uno showman. Questo lo capiremo. Diciamo che sono molto contento per Musetti, sono ovviamente molto contento anche per Cobolli, però sinceramente posso dirvi che non è che di nuovo mi abbia convinto 100%, almeno finché non è stato molto bravo nel tie-break del secondo a girarla, perché fino a lì, sinceramente, se c’era un giocatore che meritava di vincere la partita era Jodar, che è stato più volte a due punti dal match e con quel rovescio non gli è uscito di un’unghia che l’avrebbe portato a match point. Tantissimi errori. Io credo che non si sia letto nella lettura della partita il vento che nel primo set almeno era un fattore enorme, non si è mai nominato perché comunque veder steccare così tante volte particolare Jodar col dritto è strano. Ecco faccio un discorso sullo spagnolo prima di parlare di Cobolli. Le cose che di nuovo ho molto apprezzato ieri dello spagnolo che mi hanno ricordato in questo sì il Sinner prima maniera sono i tanti errori di dritto, tante centrate di dritto, ma mai perdere fiducia in quel colpo. Questa tra le pieghe, tra le righe, è un’altra cosa da notare, cioè c’era di che nel primo set per Jodar tirare un po’ indietro il braccio col dritto. Invece ha continuato a spingere e altra similitudine, quando gli alzi la palla di dritto, cioè quando provi a giocare in traiettoria se non sei più che profondo ti smasha addosso. E anche ieri che non era una gran giornata questa cosa qua si è vista più e più volte. Alla fine, quando Cobolli ha trovato un po’ più il servizio è riuscito a girare quel tie-break poi dopo aveva più energia, aveva più carica. L’azzurro poi si esalta in quelle situazioni però insomma fino a lì era una partita un po’ incompiuta per Cobolli. Le occasioni le aveva anche avute e la sensazione era che arrivasse lì ma poi mancasse qualcosa anche per meriti di Jodar, che azzarderei quasi a dirvi che non solo ieri, ma in generale risponde meglio alla prima palla che alla seconda. Mi sembra più a suo agio quando risponde sulla prima che quando prova ad aggredire la seconda. Su quello può fare ancora dei grandi margini di miglioramento, anche perché il kick di Cobolli è sicuramente molto carico, non è riuscito a incidere molto su quella situazione. Quindi niente, Cobolli chiaramente trovando Paul e non Zverev potrebbe essere un po’ più felice. Per come vedo il tennis Paul in termini assoluti gioca meglio a tennis di Zverev. Questo è chiaro a tutto il mondo, cioè prende la palla presto, tocca la palla magnificamente, gioca aggressivo, sa fare tutto, si muove bene. Cioè, Paul è un giocatore eccezionale. L’altro è un giocatore molto più di rendimento, ma molto più con meno cose. Ecco, giocare bene a tennis, nel nostro gergo, significa saper fare tante cose. Le sa fare, insomma, anche a livelli molto alti, perché bene o male bazzica tra il 10 e il 20. Poi evidentemente, e qui subentra la grandezza di Zverev. A livello di continuità, a livello di motivazione, a livello fisico Zverev ha indubbiamente molto in più di Paul. Però non sono stupito quando Paul batte Zverev, soprattutto in un momento come questo, dove lo dicevamo di Musetti, Zverev era normale la sua flessione, perché quando tu sei protagonista sulla terra e sull’erba non puoi pensare di essere protagonista anche sul cemento nella stessa stagione, mentre Paul, che si è preso delle pause anche per sposarsi, poteva avere quel quell’effetto freschezza che effettivamente poi ha fatto un pochino la differenza. Però, spero si sia capito, se parliamo di giocare bene a tennis, cioè avere soluzioni, avere imprevedibilità, avere queste caratteristiche, Paul è parecchio più forte del numero tre del mondo e quindi io non sarò mai stupito se un giocatore come Paul batte Zverev”.
Sul peso del singolo momento della stagione per ogni giocatore: “Guarda Faria, lo dicevano anche nel commento ma perché questo atteggiamento che è la prima volta che è agli ottavi. Non ce la fa perché le energie nervose ognuno ne ha una quantità. Lui veniva da battaglie e a un certo punto ha perso il primo set, ma già nel primo set dava segni di insofferenza, non ne aveva più. E quando non ne hai più di testa hai voglia a parlare di tattica, di tecnica”.
Su Zverev: “Sì, lui è un personaggio particolare, però effettivamente è strano vedere un giocatore che per la prima volta arriva a un torneo così e veramente butta un po’ via la partita. Però è che quando non hai più, non ne hai più, cioè le energie nervose e secondo me Zverev anche con il modo di fare, di stare in campo ha un’esperienza pazzesca. In questo momento gli manca quel quid che nella gran parte della stagione ha fatto la differenza. Parlo di quid mentale, di energia mentale a stare lì. Quando mancano i primi due per distacco tutto è un po’ da leggere, però comunque che in due settimane in due 1000 di fila siano arrivati ai quarti con sei giocatori diversi, questo però io se vi ricordate già da un po’ di settimane, un po’ di tornei che vi dico guardate che gli americani, ma perché vedevo un gruppo bello, compatto a turno uno o l’altro potrebbero avere la qualità, la possibilità di vincere un grande torneo.
Sul match Cobolli-Jodar: ” Seguendo Jodar e Cobolli, Jodar, io non gli ho sentito dire una parola in due ore e mezza di partita, non gli ho sentito dire una parola, ma se questo io mi chiedo, è un giocatore, che ne so, antipatico e indisponente è stato un pizzico dalla vittoria, non ha detto a ha perso il suo tiebreak, si è messo, si è rimesso lì con l’energia che aveva, ha giocato, non ha detto ‘ah’. Io davvero faccio fatica, faccio fatica a capire a volte. Vince due, vince due punti subito dopo e poi però invece prende un’imbarcata. Non ha influito granché quella pausa, no, io trovo che boh, sia un ragazzo da ammirare sotto tanti punti di vista. Faccio veramente fatica a capire perché venga spesso tirato in mezzo a situazioni poco simpatiche”.
Sulla vicinanza di Landaluce: “Ecco, volevo solo dire, ma Landaluce vicino, che era praticamente considerato della sua annata il più forte del mondo o intorno è un bel riferimento. Penso che se ne sia avvantaggiato. In più ti protegge da eventuali. Pressione? Non credo giocasse male Jodar a 14, 15 anni, sono sempre no, nel senso probabilmente era non era ancora maturato sotto certi punti di vista, però cosa voglio dire? Nadal, Nadal intendevi che è stato una volta? Nadal non è stata un’accademia, Nadal è cresciuto, però ce l’aveva in casa l’Accademia, però non è andato a fare esperienza in accademia. Se l’è costruita dopo”.
Su Cincinnati come errore di programmazione per lo spagnolo: “Reputo la presenza di Jodar qui un errore di programmazione. Dopo il Canada, conoscendo un po’ il loro il loro spirito, non è che davo per scontato che non ci fosse però sinceramente sta tirando un po’ la corda perché è l’unico giocatore che è andato avanti in tutti e tre i tornei così tanto. Sì qua stiamo parlando di un ragazzo ce lo dimentichiamo a volte veramente alle prime primi 19 anni e anche ancora che deve svilupparsi fisicamente cioè Nakashima, Musetti e Cobolli sono un prodotto praticamente finito. Questo è un prodotto grezzo che però probabilmente vogliono puntare in assenza di un problema fisico particolare a fare esperienza, a fare più esperienza possibile e quindi in quest’ottica lo fanno giocare sempre, perché qua ovviamente in un mondo normale andava fuori subito con Shapovalov. Voglio dire, non è che no, c’era, c’era anche la c’erano visti i segni della stanchezza. Voglio dire, poi a 19, vent’anni magari è una giornata che recuperi in fretta. Ieri tutto sommato è stato secondo me all’ottanta per 100 fino a fino al timer, poi dopo. Un po’ di flessione c’è, c’è stata lì e lì, come dicevo prima, è stato anche sicuramente bravo Cobolli ad alzare il livello e a ad avere meno passaggi a vuoto, perché non è che proprio non abbia avuto in mente un game 0-30 dove sbaglia quattro dritti nel terzo set Cobolli che ammazzavano la partita; invece, poi l’ha tenuto lì due pari, però poi si è staccato e ha vinto”.
Sulle possibilità dell’iberico di arrivare in Top 5: “Beh, top 5 io lo firmo che ci arriva. Thiem era tanta roba, tantissima roba per 7-8 stagioni. È stato tantissima roba, prima sulla terra e poi anche un po’ sul cemento. Quindi la mia perplessità non è sul top 5, è sulla carriera alla Thiem perché l’austriaco se li è trovati ancora integri, i Big Three o comunque insomma belli in salute. Giocava tutte le settimane, era fisicamente una bestia, non lo so, forse Jodar un po’ meno di Thiem. Direi adesso però non è male il paragone”.
Su Fils: “Questo è un altro caso in cui è un atleta straordinario, perché io l’ho visto anche da vicino, dal vivo. Sprigiona un’energia, una forza come quasi nessuno. Fils però tende a farsi male, quindi gran fisico, secondo solo a Shelton da quel punto di vista lì della forza belluina. però sicuramente al momento molto meno molto più soggetto a farsi male rispetto a Shelton per esempio”.
Sulla quota per entrare alle Finals: “Se mancheranno o non saranno al meglio Sinner e Alcaraz si alza tanto probabilmente, si può alzare anche vicino ai 4000. Sai qual è il problema? OK New York, ma io dico anche i 1000 di fine anno. Cioè, se ne vince uno Fritz, uno Medvedev, uno Paul, cioè se ne diventano tanti che possono arrivare vicino ai 4000. E quindi qualcuno col paragone di prima chiede, dice, per me può fare una carriera alla Tsonga”.
Sulle possibili modifiche al gioco e su Pierluigi Basile: “Ma se alzi la rete gli scambi durano molto di più, li solleciti molto di più, usi molto di più le rotazioni io sto io l’unica cosa è sulla larghezza eventualmente del campo ma voglio dire questi sono atleti è vero che si muovono in maniera violenta a destra a sinistra ma è anche vero che con due passi coprono il campo Cioè io l’altra sera sono andato a vedere vicino a casa mia, c’era un 25.000 $, c’era questo ragazzo, Pierluigi Basile. Ero curioso di vederlo giocare, accidenti, gioca a rovescio una mano veramente con una qualità, un livello altissimo. Io credo che lo vedremo molto più su, adesso è intorno a 500 del mondo, ma anche perché ha avuto problemi, non riusciva l’avversario a fargli giocare un back, cioè ha giocato rovescio in top tutta la partita, cioè sulla terra, vuol dire che. fa un passo, due passi e copre il campo. C’è anche questo da considerare cioè ci sono ovviamente degli svantaggi legati alla velocità degli svantaggi delle difficoltà legati alla velocità alle sollecitazioni ma anche alla facilità che hai a coprire il campo rispetto a una volta”.
Le qualità di Musetti sul cemento: “Averlo visto così bene mi rincuora un po’ e ricordiamoci che comunque questo ragazzo quarti a New York, quarti a Melbourne Insomma sul cemento poi alla fine anche le sue belle partite le sa vincere. Ricordiamoci che poi i precedenti con Tiafoe, ma anche quelli con Fritz. Insomma, non è fantascienza pensare a Musetti in finale se guardiamo”.
Su Kyrgios: “Avrà i suoi problemi le sue colpe le sue responsabilità per l’amor del cielo però lui sta fuori tantissimo, poi rigioca a Melbourne. Prova a rientrare sull’erba perché gioca a Stoccarda dove fa due partite, a Maiorca nel giro di quindici giorni. Se tu risulti positivo, mi sembra di poter così, senza essere Sherlock Holmes, affermare che il problema possa essere di una certa entità, nel senso, vai proprio a fare la serata sbagliata, gli unici due tornei che vai a giocare negli ultimi, ventiquattro mesi mi sembrerebbe un po’ assurdo. Penso che lui abbia un problema con questa droga ben più ampio del fatto di aver fatto una serata e mi dispiace per lui. Il messaggio dice questo, ma anche la dinamica, ripeto, perché non gioca mai, viene beccato l’unica volta che è l’unica volta che gioca e deve aver proprio fatto la serata prima”.
Sulla credibilità dell’australiano nel ruolo di accusatore di Sinner: “Però vedi che io nel anche nel periodo in cui faceva le uscite su Sinner eccetera, il punto lì è la credibilità del personaggio. Ai miei occhi la sua credibilità era zero e quindi a me non dava fastidio, perché evitatelo, no, perché se lo fa uno che di cui ho stima chiaramente poi ci rimango male, ma sinceramente l’incoerenza o la l’ipocrisia che c’è stata in questa in questa fase non mi sento di, cioè non ci provo nessun gusto, nel senso che ovviamente è un ragazzo che già in passato, ma anche ultimamente, aveva dato segni di non grande lucidità. Non c’è un paragone nella storia del tennis di un giocatore che abbia fatto una carriera strana, ondivaga dentro e fuori come ha fatto lui. Quindi voglio dire, è sicuramente un ragazzo che ha da risolvere problemi fuori dal campo, ben più grossi di quelli che aveva in campo. L’unica cosa non è non certo che se poi lo ingaggi a fare il telecronista o lo ingaggi a fare l’opinionista o la sua opinione diventa un’opinione importante, allora poi è colpa anche un po’ del sistema, diciamo così”.
Sulle prospettive future per Kyrgios: “Sono ragazzi che avevano visto da quando sono nati quasi solo il tennis e hanno vissuto dentro una bolla, lui poi figuriamoci, considerato a ragione un potenziale fenomeno, non ne parliamo neanche. A trent’anni sei grande, ma se hai fatto un certo tipo di percorso sei ancora un po’ in mezzo alla strada. Credo che farà fatica a costruirsi una vita fuori. Può anche costruirsela dentro, però con dei presupposti dentro al mondo del tennis sicuramente diversi. Si è costruito un personaggio, gli hanno costruito attorno un personaggio e poi alla fine purtroppo succedono queste cose. Ci si stupisce il giusto, sinceramente”.