Tennis
Monaco: “Arnaldi gioca con un edema osseo. Al momento Jodar vale una top8”
Stiamo entrando sempre più nel vivo del Masters 1000 di Montreal (Canada) e gli spunti di interesse si fanno sempre più corposi. Di questo e molto altro si è parlato nell’ultima puntata di Tennismania, speciale Montreal, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Guido Monaco, commentatore tecnico di Eurosport, inizia dal quadro generale del torneo canadese: “Torneo senza leader? Vado decisamente controtendenza. Sono 2 anni che diciamo che, al netto delle condizioni di Draper, si fa fatica a trovare novità. Qui ci sono tutti i nomi che a questo punto ci aspettavamo di trovare nella topo10. Chi più chi meno ci sono arrivati, poi ci sono diversi giovani che stanno emergendo. Piuttosto che avere i soliti Fritz, Zverev, Khachanov o Ruud, per me è meglio scoprire giocatori che al momento non conosciamo ancora bene. Penso che l’allineamento degli ottavi di finale sia il massimo che potevamo prevedere, mancano solo un paio di italiani. La situazione è particolare. Inizia a sentirsi la stanchezza della stagione, c’è tanto caldo e a volte arrivano errori non previsti”.
Entriamo nello specifico di alcune partire: “Fonseca-Ruud è stato un match di grande qualità, una partita vera e penso che da ora in avanti vedremo sfide interessanti. Il brasiliano sappiamo che ha una gran dritto ma è il rovescio che ha sorpreso con accelerazioni importanti. Sa andare a rete e dimostra di crescere bene. Una prova di maturità superata contro il norvegese che è in forma e forse in uno dei suoi migliori momenti di tennis”.
Chi, invece, è uscito di scena è stato il nostro Arnaldi, rimontato da Griekspoor: “Arnaldi ha mai vinto un match senza andare al terzo set? A parte gli scherzi, mi dà sempre l’impressione di giocare match lunghi, anche se a volte potrebbero essere più corti. Ha un edema osseo al piede che di sicuro gli dà fastidio”.
Nella notte precedente ci aveva salutato Musetti dopo il ko con Jodar: “Stiamo parlando di un giocatore che sta raccogliendo risultati abbastanza buoni nonostante i tanti infortuni e soprattutto nei grandi tornei. Chi dice che non vince mai? Penso sia inascoltabile. Lo dipingono come supponente, ma lui è in tensione nei momenti in cui sembra andare sopra le righe. Forse lui è più evidente di altri. Per essere al massimo ha bisogno di meccanismi delicati che sono diversi dagli altri. Contro Jodar? Prestazione sufficiente, a sprazzi, in una stagione disgraziata per gli infortuni, un anno che doveva essere quello della consacrazione. Il suo rovescio non lo rende speciale, è tutto il suo gioco. Ha perso tutto sommato due volte da Jodar che al momento vale una top8″.
Ultima battuta sul tennis italiano: “Penso che storicamente noi sottovalutiamo il movimento italiano, che prima di questa era non è che non ci fosse. Non eravamo lo zero assoluto. Poi Berrettini, Cecchinato, Fognini hanno fatto vedere cose importanti. Quando poi esplode Sinner e diversi altri ragazzi si rischia la pancia piena. Tutto viene dato per scontato. Darderi stesso non ha tutta la mia comprensione come atleta, ma è davvero di ferro e solidissimo e nel tennis attuale non è poco. Riuscire a competere 25 settimane all’anno non è da tutti, anzi merita applausi”.
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