GP Aragon

Massimo Rivola: “Ad Aragon abbiamo fatto catenaccio, poter provare a battere Marquez è un onore”

Mattia Fierro

Pubblicato

il

Massimo Rivola / IPA

È stato un weekend in difesa per l’Aprilia quello del Gran Premio di Aragon 2026, tredicesimo appuntamento del Mondiale. Su una pista favorevole alle Ducati, il team di Noale ha limitato i danni, portando comunque Marco Bezzecchi sul gradino più basso del podio nella Sprint e nella gara lunga. Più difficile invece il percorso di Jorge Martin (due volte quinto) che ha perso punti dai rivali ed ora vede avvicinarsi pericolosamente Marc Marquez, distante in classifica solo 19 punti.

Quello del team italiano è stato un risultato complessivamente buono che mantiene i suoi due piloti in lotta per il campionato; e nelle prossime gare l’Aprilia potrebbe tornare a fare la differenza, a partire da Misano. L’amministratore delegato Massimo Rivola, ai microfoni di Sky Sport, ha così commentato il GP spagnolo:“Un weekend ideale per noi è quello del Mugello, non questo. ma qui sapevamo di essere in difesa. Dovevamo fare un po’ di catenaccio. Sicuramente c’è grande soddisfazione per aver fatto con il Bez la pole in casa di Marquez, però appunto, questa è casa sua”.

Sulla gara di ieri: “Oggi in gara abbiamo visto che quando ha deciso di dare uno strappo ha fatto tre giri impressionanti (riferendosi a Marc Marquez, ndr). Ma la mossa dell’anno è stata quello di Acosta, ha avuto un coraggio incredibile a 350 km/h a mettere la moto lì; ha approfittato di alcune condizioni favorevoli, ma bisogna fare i complimenti a lui”.

Il dirigente italiano ha poi voluto scusarsi con Raul Fernandez per il problema tecnico alla sua Aprilia Trachouse che gli è costato il ritiro:Voglio scusarmi pubblicamente con Raul Fernandez perché quando c’è un problema di natura tecnica , che dipenda dall’errore di un meccanico o da qualcosa che non funziona nella moto, è giusto chiedere scusa al pilota. Il problema è da analizzare, abbiamo qualche sospetto ma vedremo cosa è successo. Sono campanelli d’allarme che vanno colti. Trackhouse c’è: in ottica Mondiale va detto che loro sono meno abituati di noi a stare davanti”.

Chiudendo, Rivola ha infine elogiato le qualità di Marc Marquez: “Il vero nome è uno ed è quello di Marc Marquez. Lo diciamo da inizio stagione e a maggior ragione è giusto dirlo adesso. Quando ci sono da fare 37 punti, lui li fa. Marquez è uno dei piloti più forti della storia, avere l’onore di poter provare a batterlo è bellissimo. Lui a volte può sembrare in difficoltà, come ad Assen o a Silverstone, ma in realtà in certe gare porta a casa quello che serve senza prendere rischi, per poi vincere sempre dove è più forte. Da lui c’è tanto da imparare”.

 

Exit mobile version