Tennis
Lorenzo Musetti: “L’assenza di Alcaraz è un’opportunità, ma Sinner è una macchina e travolge tutti”
Il sorriso è quello di chi sente di essere tornato davvero. La prima vittoria nel tabellone principale del Masters 1000 di Montreal ha un peso specifico particolare per Lorenzo Musetti, non soltanto perché gli spalanca le porte del turno successivo, ma perché conferma i segnali incoraggianti già intravisti a Washington, dove aveva rimesso piede nel circuito dopo quasi due mesi di stop per l’infortunio al retto femorale. Adesso, ad attenderlo, ci sarà Rafael Jodar, lo spagnolo che lo aveva fermato nella capitale statunitense e contro il quale il carrarino avrà subito l’occasione di prendersi la rivincita.
Dopo il successo contro il colombiano Nicolas Mejia, Musetti ha trasmesso soprattutto serenità. La sensazione è quella di un giocatore che sta ritrovando progressivamente il proprio tennis e, soprattutto, le proprie certezze. “Mi piace questa città, mi piace l’atmosfera. Gli ultimi giorni sono stati piuttosto complicati per la pioggia, ma oggi è stata una bellissima giornata e mi è piaciuto iniziare presto con una grande vittoria“, ha raccontato con soddisfazione ai microfoni di Tennis Channel.
Il match, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Il primo set è rimasto in equilibrio fino al tie-break, con diverse occasioni sfumate prima dell’allungo decisivo. Un banco di prova che Musetti considera quasi un passaggio obbligato all’interno di un torneo.
“Non sono riuscito a sfruttare tutte le opportunità che ho avuto, soprattutto le palle break negli ultimi game del primo set. Il tie-break è stato davvero complicato: c’era tanto vento, che cambiava continuamente direzione, e non è stato semplice adattare il gioco e trovare le soluzioni giuste. Dopo averlo vinto ho preso maggiore controllo dello scambio con il dritto e sono riuscito a esprimermi meglio“, ha spiegato.
Per il toscano, affrontare subito situazioni di pressione può persino rappresentare un vantaggio. “Alla fine la cosa più importante è vincere. Personalmente preferisco trovare fin dall’inizio una situazione complicata, perché ti prepara mentalmente. Se vuoi arrivare fino in fondo in un torneo, dovrai inevitabilmente affrontare momenti difficili. Bisogna essere pronti a gestirli fin dal primo incontro“.
Le risposte migliori, però, sono arrivate dal fisico. Dopo 76 giorni senza disputare una partita ufficiale e due Slam saltati durante il recupero, il toscano aveva bisogno soprattutto di ritrovare continuità. E le sensazioni raccolte tra Washington e Montreal sono decisamente positive.
“Sono felice soprattutto della mia condizione fisica, mi sento bene. A Washington sono rimasto anche un po’ sorpreso dal livello che sono riuscito a esprimere, considerando quanto tempo era passato dall’ultima partita. Non è stato facile saltare due Slam: ho trascorso tantissimo tempo in palestra per tornare e ho lavorato molto anche sull’aspetto mentale. Sono felice di essere rientrato e ancora di più di aver ritrovato subito qualche vittoria. Adesso il focus è già sul prossimo turno“, ha confessato.
Proprio il lavoro mentale rappresenta l’aspetto che Musetti ritiene più importante del proprio percorso di crescita. L’infortunio gli ha imposto una lunga pausa, trasformata in un’opportunità per riflettere e modificare alcune abitudini, dentro e fuori dal campo. “Ho fatto alcuni aggiustamenti anche fuori dal campo, non soltanto dal punto di vista tennistico. Essere più responsabile nella vita di tutti i giorni mi darà maggiore autorevolezza anche in campo, più maturità e più esperienza. Credo che riuscirò a gestire determinate situazioni con un atteggiamento e una mentalità migliori. Per me questo può rappresentare un passo avanti davvero importante“.
Il cambiamento passa anche dalla gestione delle emozioni durante i match, un aspetto che Musetti non ha mai nascosto di voler migliorare. “A volte mi lamento un po’ troppo. Forse è anche una cosa un po’ italiana, ma è un aspetto sul quale lavoro da quando sono giovane. Sono migliorato molto, però voglio essere ancora più professionale. Nei momenti di maggiore adrenalina, quando arrivano frustrazione e nervosismo, per me non è semplice non lamentarmi e non restare legato agli episodi negativi. Sto cercando di migliorare proprio questo lato di me, perché a volte finisce per penalizzarmi“.
In conclusione, Musetti ha anche parlato di cosa significa confrontarsi con giocatori come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “In questo momento Carlos è fuori per infortunio e non si sa se potrà giocare agli US Open. Sicuramente è un’opportunità per tutti, ma è anche vero che Jannik dalla sua parte di tabellone è come una macchina e travolge tutti. Comunque, io non mi concentro tanto su di loro, ma come detto lavoro su me stesso per continuare a migliorarmi“.