Ciclismo

Lorenzo Finn si gode il trionfo e annuncia: “Farò il Mondiale 2026 coi professionisti”

Giandomenico Tiseo

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Lorenzo Finn / LaPresse

Lorenzo Finn ha chiuso il Tour de l’Avenir 2026 nel modo più autorevole possibile. Il 19enne ligure della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies non si è limitato a conquistare la maglia gialla, ma ha suggellato il successo con una vittoria in solitaria nella settima e ultima tappa, al termine della scalata verso il Lago Serrù, a 2.200 metri di quota, a Ceresole Reale.

Un epilogo che ha impreziosito una settimana dominata dal talento azzurro, capace di imporsi anche nella classifica degli scalatori e in quella dei giovani. Il riscontro assume un peso particolare per il ciclismo italiano: Finn ha riportato l’Italia sul gradino più alto del Tour de l’Avenir 53 anni dopo Gianbattista Baronchelli, ultimo azzurro a riuscirci nel 1973.

La sua corsa era già decollata con la cronoscalata di Flaine, nella quinta frazione, quando aveva conquistato tappa e maglia gialla, prima di completare l’opera con un altro attacco decisivo nell’ultima giornata, sferrato a due chilometri dal traguardo.

Intervistato da DirectVelo, Finn ha raccontato la portata di un risultato che chiude nel migliore dei modi il suo percorso nelle categorie giovanili: “Durante i miei due anni nelle categorie giovanili, l’obiettivo era cercare di vincere il Giro, il Tour de l’Avenir e il Mondiale, sono riuscito a conquistarli tutti e tre è incredibile. Il palmares del Tour de l’Avenir parla da sé, quindi sono davvero orgoglioso di averlo vinto“.

La vittoria dell’ultima tappa ha rappresentato la conclusione ideale di un progetto costruito giorno dopo giorno. Finn ha sottolineato soprattutto il lavoro della squadra e il valore emotivo di poter alzare le braccia al cielo in Italia: “È stata la ciliegina sulla torta. Devo ringraziare la squadra: oggi hanno dato tutti il massimo per me. Abbiamo tenuto la fuga a portata di mano e poi, nell’ultima salita, sono riuscito a staccarmi e a sigillare la vittoria. Conoscevo la salita perché l’avevo già studiata. Prima della partenza, volevo vincere la tappa per alzare le braccia. Vincere in Italia è anche magnifico. È un’emozione unica. La gente mi ha incoraggiato in tutte le tappe. È stato davvero bello“.

Al di là del risultato, il Tour de l’Avenir ha fornito al giovane ligure indicazioni importanti in prospettiva professionistica. Le difficoltà altimetriche affrontate in Francia, con salite oltre i 2.000 metri e giornate caratterizzate da un dislivello estremamente elevato, hanno rappresentato un banco di prova particolarmente significativo: “Un test importante per il futuro. Il Giro è stato duro e di alto livello, ma non c’erano arrivi sopra i 2.000 metri di altitudine. Qui, in tappe come quella di martedì con 5.000 metri di dislivello, si tratta di profili che si ritrovano al Tour de France o al Giro. Arrivare in testa sentendomi bene sopra i 2.000 metri è qualcosa che non avevo mai fatto. È stata una tappa fondamentale per me prima del mio passaggio tra i professionisti“.

La scelta di trascorrere due stagioni tra gli Under 23 si è dunque rivelata funzionale alla crescita dell’azzurro. Il corridore ha potuto misurarsi con responsabilità sempre maggiori, imparando anche a gestire la pressione legata al ruolo di favorito: “Sono stati due anni dedicati a conoscere il mio corpo e a prepararmi per il futuro. Ho trovato dei buoni punti di riferimento per il futuro: sulla gestione dei ritiri, delle gare e anche sul fatto di correre da favorito. È stato importante per me, penso di aver fatto la scelta giusta rimanendo un secondo anno negli U23. E poi vincere l’Avenir, è un ricordo indelebile. L’anno scorso mi sono classificato sesto al Giro e quarto all’Avenir. Forse mi mancava quell’1 o 2% nelle tappe chiave. Quest’anno sono riuscito a migliorare sotto questo aspetto“.

Adesso, però, per Finn si apre una fase completamente nuova. Il percorso nelle categorie giovanili è arrivato al termine e il prossimo passo sarà confrontarsi stabilmente con il ciclismo dei professionisti, all’interno del WorldTour con la Red Bull-BORA-hansgrohe. Una prospettiva che il ligure affronta senza voler bruciare le tappe: “D’ora in poi correrò solo con i professionisti. Sono stati due anni bellissimi, con alti e bassi, ma sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi. Si va avanti passo dopo passo, e l’anno prossimo ci sarà il grande salto a tutti i livelli nel WorldTour con la Red Bull-BORA-Hansgrohe. Vedremo“.

Prima del definitivo ingresso nel massimo circuito, Finn avrà comunque l’opportunità di confrontarsi con i professionisti già nel finale della stagione. Il programma prevede alcune gare di un giorno in Italia e, soprattutto, il Mondiale nella categoria Élite: “Parteciperò ad alcune gare di un giorno in Italia, poi ai Mondiali con i professionisti. Sarà una bella esperienza“.

Il Tour de l’Avenir, dunque, non è soltanto il coronamento di una straordinaria carriera giovanile. Per Finn rappresenta anche il punto di passaggio verso una dimensione completamente diversa.

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