Atletica

Larissa Iapichino tocca una vetta inesplorata da Fiona May. Dalla punizione di Drechsler alla gioia per 1 cm

Stefano Villa

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Larissa Iapichino / Grana/FIDAL

Quando si parla di Larissa Iapichino è inevitabile pensare alla mamma Fiona May, anche se il confronto continuo con uno dei volti simbolo dell’atletica tricolore degli ultimi trent’anni potrebbe non sembrare corretto nei confronti dello splendido talento della 24enne. In questa stagione, la nativa di Borgo San Lorenzo ha saputo fare meglio della due volte Campionessa del Mondo in due occasioni.

Lo scorso 4 luglio volò a 7.12 metri in quel di Eugene (USA, durante una tappa di Diamond League), migliorato di un centimetro il record italiano della mamma; ieri sera ha trionfato agli Europei, impresa ma riuscita in carriera a Fiona May. Il record italiano della nativa di Slough e la sua mancata affermazione in campo continentale sono legate a dopo filo: era l’estate del 1998 a Budapest, l’azzurra volò a 7.11 metri, si portò in testa alle liste tricolori di sempre, ma venne beffata per cinque centimetri dalla tedesca Heike Drechsler.

Ieri i centimetri sono stati propizi alla figlia: prima con 7.00 metri (2,1 m/s di vento a favore), con un centimetro di margine sulla britannica Jazmin Sawyers e due sulla francese Hilary Kpatcha. Fondamentale, insieme alla 4×400 maschile, per vincere il medagliere della competizione andata in scena a Birmingham. Larissa Iapichino si è laureata padrona del Vecchio Continente all’aperto, dopo aver già trionfato in passato a livello indoor.

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