Atletica
L’agonismo di Larissa Iapichino: in testa dall’inizio alla fine, che tenuta mentale. Perché il salto da 7.00 non sarà “valido”?
In testa dal primo all’ultimo salto. Due ore abbondanti al comando della gara, con una pressione sconfinata addosso, con il brivido continuo di atlete che si avvicinavano, che rasentavano la misura da leader. La finale di salto in lungo agli Europei è stata una sofferenza mentale, ma è proprio in un contesto così impervio, ostico, di complicata lettura, che è emerso il carattere di Larissa Iapichino. L’azzurra ha piazzato il balzo da 7.00 metri in apertura, non è riuscita a migliorarlo (nullo, 6.93, 6.71, 6.80) e intanto da dietro continuavano a saltare nei pressi della sua barriera.
La britannica Jazmin Sawyers scalava di misura (6.95, 6.96, 6.99), la francese Hillary Kpatcha piazza 6.98 al secondo affondo e si metteva all’inseguimento, la portoghese Agate De Sousa faceva tremare con 6.96 alla terza prova, la formidabile tedesca Malika Mihambo era dietro con il 6.94 all’esordio, ma rimaneva minacciosa in virtù della sua caratura. L’epilogo è poi stato quello dei più lieti, con il trionfo della 24enne davanti alla padrona di casa e alla transalpina, fondamentale per la conquista del medagliere da parte della nostra Nazionale.
La forza nervosa, la tenuta mentale, l’attitudine alla fatica di Larissa Iapichino sono emersi in maniera nitida a Birmingham: l’allieva di papà Gianni ha indubbiamente compiuto un salto di qualità notevole, nella stagione in cui ha siglato il record italiano (7.12 a Eugene, un centimetro meglio di mamma Fiona May) e conquistato l’argento iridato in sala. Un anno fa veniva eliminata ai Mondiali nel turno preliminare, oggi esulta da Campionessa d’Europa e primatista italiana.
Che clic! Peccato che quei sette metri non possono essere ratificati a fini statistici: sono stati ottenuti con 2,1 m/s di vento a favore, una bava appena oltre il limite di 2,0 imposto dal regolamento per il riconoscimento effettivo della prestazione. Si tratta comunque della sua terza volta oltre la barriera dell’elite, alle spalle dei regolari 7.12 (lo scorso 4 luglio all’Hayward Field) e 7.06 (il 31 maggio 2025 a Palermo).