Atletica

La 4×400 rinasce dalle ceneri: Scotti, Sito, Soudassi, Benati, spaziale record italiano! Miglior tempo agli Europei

Stefano Villa

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Italia 4x400 maschile / Grana/FIDAL

Era la staffetta più in difficoltà alle nostre latitudini, non è riuscita nemmeno a partecipare alle ultime World Relays, al momento è fuori dai Mondiali 2027. Oggi la 4×400 maschile è rinata dalle sue ceneri, illuminando le batterie degli Europei 2026 di atletica e siglando il nuovo record nazionale: gli uomini del miglio hanno fatto saltare il banco sulla pista dell’Alexander Stadium di Birmingham (Gran Bretagna), spingendosi oltre ogni limite immaginabile alla vigilia e facendo sognare tutti gli appassionati.

L’Italia ha vinto la prima batteria con il fantastico tempo di 1:58.10, demolendo di ben 71 centesimi il precedente limite tricolore (2:58.81 di Re, Aceti, Scotti, Sibilio alle Olimpiadi di Tokyo 2020) e siglando anche il record dei campionati (crolla il notevole 2:58.22 della Gran Bretagna, confezionato nell’edizione di Spalato 1990). Edoardo Scotti si è rimesso sui blocchi di partenza dopo aver steccato la prova individuale: tempo di reazione alto (0.183), ma poi il primatista nazionale sul giro della morte alza le frequenze e all’esterno sciorina un superbo parziale da 45.1, in modo da consegnare un eccellente testimone a Luca Sito.

Il 22enne milanese, che sta cercando di ritrovare il livello dei giorni migliori dopo un infortunio, ha preso subito la corda e ha spinto a tutta, distanziando progressivamente il Belgio e chiudendo la propria frazione in 44.1. Azzurri davanti a metà gara, il bastone passa nelle mani di Mohamed Soudassi, la grande rivelazione di questa stagione: il 19enne distribuisce bene lo sforzo dopo aver faticato nella mista, allunga in maniera brillante e chiude con un personale di 44.8.

Lorenzo Benati potrebbe accontentarsi di portare al traguardo la staffetta e di qualificarsi alla finale (passavano i primi tre), ma si infiamma (44.1) e il quartetto festeggia, precedendo il Belgio (2:59.35) e la Germania (3:01.07). Italia promossa all’atto conclusivo con il miglior tempo, ora è lecito sognare in vista della finale in programma domenica 16 agosto: se si riuscisse a ripetere un tempo di questo tipo, allora si potrebbe sbancare.

Dall’altra semifinale sono stati promossi i Paesi Bassi (3:00.98), la Francia (3:01.17, poi squalificata)) e la Gran Bretagna (3:01.24), che sarebbe la favorita della vigilia, ma oggi Matthew Hudson-Smith (trionfatore sui 400 metri) ha faticato sul rettilineo in ultima frazione. Tempi di ripescaggio in favore dell’Ungheria (3:01.24, record nazionale) e della Svizzera (3:01.31), le ultime due ammesse alla finale, insieme alla Polonia (3:01.33, dietro alla Gran Bretagna nella seconda semifinale).

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