Pallavolo

Julio Velasco alla vigilia degli Europei: “Non bisogna fidarsi di nessuno, giochiamo al massimo dalla prima partita”

Erik Nicolaysen

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Velasco / Lapresse

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli in vista dei Campionati Europei di volley femminile 2026, che inizieranno nella giornata di domani con lo svolgimento di otto partite. L’Italia debutterà allo Scandinavium di Göteborg (in Svezia) contro la Croazia alle ore 16.00, un impegno sulla carta agevole per rompere il ghiaccio e avvicinarsi subito all’obiettivo della qualificazione alla fase a eliminazione diretta. Alla vigilia del match d’esordio, Julio Velasco ha fatto il punto della situazione in vista della rassegna continentale che mette in palio un pass olimpico per Los Angeles 2028.

La prima partita è sempre particolare, perché si arriva da allenamenti e amichevoli, ma la partita vera è un’altra cosa. La Croazia è una buona squadra, con alcune giocatrici che hanno giocato in Italia e che da tempo fanno parte della pallavolo internazionale. Noi dovremo giocare al massimo fin dalla prima partita. Non c’è un singolo aspetto sul quale concentrarsi, perché quando affronti un avversario pensando che possa metterti in difficoltà in un determinato fondamentale, magari poi i problemi arrivano da un’altra parte. Non bisogna quindi orientare la testa delle giocatrici soltanto su un aspetto del gioco della Croazia, ma essere pronti a tutte le loro caratteristiche. Prima di tutto però dobbiamo giocare bene noi quando abbiamo la palla: sia nel cambio palla dopo la ricezione, sia nel contrattacco dopo la difesa“, dichiara il CT azzurro al sito federale.

Sulla composizione del gruppo D, in cui le campionesse mondiali in carica troveranno anche Svezia, Francia, Slovacchia e Montenegro: “È un raggruppamento un po’ come gli altri. Nella pallavolo europea ci sono alcune squadre top, poi un secondo gruppo nel quale possiamo inserire la Croazia e infine squadre molto più giovani o con minore esperienza internazionale. In una manifestazione però non bisogna mai fidarsi di nessuno. Se si comincia già a pensare alle partite successive contro le squadre top, si rischia poi di giocare male contro formazioni considerate di livello inferiore, perché ormai tutti sanno giocare a pallavolo. Dobbiamo pensare partita dopo partita, sapendo che ogni gara ha una storia a sé, e cercare di migliorare durante la manifestazione“.

Sulla formula della manifestazione: “Sarà un torneo molto lungo e questa è una delle sue caratteristiche principali. Resteremo tre settimane in competizione, giocando in sedi diverse, e questa è una novità. Sono d’accordo con la scelta di utilizzare più Paesi: in questo modo ci sarà partecipazione quando si giocherà qui in Svezia, così come in Repubblica Ceca e poi in Turchia per semifinali e finali. È qualcosa che stanno facendo anche altri sport come basket e calcio. Credo sia una formula interessante per lo spettacolo e noi dovremo adattarci“.

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