Pallavolo
Italia-Francia, prova generale per la fase decisiva degli Europei
L’Italia chiude la propria fase a gironi degli Europei 2026 con il confronto probabilmente più interessante rimasto nel programma della Pool D. A Göteborg le azzurre di Julio Velasco affronteranno la Francia nella quinta e ultima partita del raggruppamento, una sfida contro una Nazionale in crescita e capace di iniziare il torneo con due successi per 3-0 contro Slovacchia e Croazia. Per l’Italia sarà soprattutto un altro banco di prova importante prima della fase a eliminazione diretta, dopo un avvio di Europeo nel quale Croazia, Montenegro e soprattutto Svezia sono state battute senza concedere nemmeno un set.
Il percorso azzurro ha offerto indicazioni differenti e proprio per questo utili. Contro la Croazia l’Italia ha alternato un primo set praticamente perfetto a due frazioni nelle quali ha dovuto reagire alle difficoltà, riuscendo comunque a chiudere 3-0. La partita con il Montenegro ha consentito a Velasco di allargare le rotazioni, concedendo spazio anche a giocatrici meno utilizzate e continuando a lavorare sul nuovo assetto con Ekaterina Antropova schierata in posto 4. Poi è arrivato il primo test realmente probante contro la Svezia padrona di casa: un altro 3-0, costruito stavolta contro una squadra trascinata da Isabelle Haak e davanti ai 6800 spettatori dello Scandinavium.
Proprio il successo sulla Svezia ha mostrato alcuni dei segnali più interessanti. La correlazione muro-difesa ha funzionato ad altissimo livello, con Eleonora Fersino protagonista in seconda linea e il muro azzurro capace di modificare progressivamente le scelte offensive delle avversarie. Antropova ha chiuso quella partita con 19 punti, Egonu con 14 e Fahr con 11, mentre l’Italia ha raccolto complessivamente 10 muri vincenti. Ancora più importante è stata la gestione del secondo set: sotto 20-22, le azzurre hanno ribaltato la situazione senza perdere lucidità, imponendosi 25-23. È proprio la capacità di reagire nei momenti meno favorevoli uno degli aspetti sui quali Velasco sta insistendo maggiormente.
La Francia rappresenta però un’avversaria con caratteristiche differenti rispetto a quelle incontrate finora. La formazione allenata dallo spagnolo Cesar Hernandez Gonzalez è ancora un progetto in costruzione e la Volleyball Nations League 2026 ne ha evidenziato una certa discontinuità: tre vittorie nella fase preliminare e il diciassettesimo posto conclusivo. Agli Europei, almeno nelle prime due uscite fornite, il rendimento è stato invece decisamente più convincente, con sei set vinti e nessuno perso contro Slovacchia e Croazia. Il debutto contro la Slovacchia è stato particolarmente netto: 25-13, 25-21, 25-13, con 42 attacchi vincenti e 8 muri. La Francia ha costruito buona parte della propria superiorità soprattutto attraverso Cyrielle Depie, Halimatou Bah ed Eva Elouga, mentre Amandha Sylves ha dato peso al centro. Anche contro la Croazia il risultato è stato un 3-0, stavolta con parziali di 25-16, 25-17, 25-22. Una partita nella quale le francesi hanno chiuso con il 41% di efficacia offensiva, 5 ace e soprattutto 14 muri: un dato che racconta bene una delle qualità sulle quali l’Italia dovrà prestare attenzione.
Il muro è infatti uno dei fondamentali attraverso i quali la Francia può provare a rallentare la potenza delle attaccanti italiane. Amandha Sylves ed Eva Elouga offrono fisicità al centro, mentre Rotar e Bah possono dare equilibrio nelle rotazioni di prima linea. Contro la Croazia Sylves ha firmato quattro muri personali e Depie cinque punti diretti a muro, numeri che suggeriscono come Hernandez voglia costruire pressione proprio sopra la rete. Per Orro e le attaccanti azzurre sarà dunque importante mantenere varietà nella distribuzione, coinvolgendo anche le centrali per evitare che il sistema francese possa concentrarsi esclusivamente su Egonu e Antropova.
La Francia deve però fare a meno di Helena Cazaute, indisponibile per infortunio, un’assenza pesante soprattutto nella batteria delle schiacciatrici. In posto 4 uno dei riferimenti è Amélie Rotar, giocatrice conosciuta anche dal pubblico italiano per l’esperienza a Roma, affiancata da una rosa nella quale trovano spazio Lilou Ratahiry e Halimatou Bah. Quest’ultima, reduce dall’esperienza a Chieri, ha prodotto 14 punti sia contro Slovacchia sia contro Croazia ed è stata una delle giocatrici più continue nelle prime due apparizioni francesi. Interessante anche il reparto delle centrali. Amandha Sylves, già vista in Italia con Monviso, Firenze e Cuneo, offre esperienza e grande presenza a muro; accanto a lei Eva Elouga ha mostrato una buona efficacia offensiva nelle prime giornate. La seconda linea può invece contare su Juliette Gelin, passata da Milano a Bergamo, uno degli elementi più affidabili della rosa: contro la Croazia ha chiuso con l’82% di ricezione positiva, contribuendo a dare stabilità alla costruzione francese.
In regia Enora Danard-Selosse è la soluzione utilizzata nelle prime partite, con Nina Stojiljković come alternativa. L’opposto indicato come riferimento della squadra è Iman Ndiaye, mentre Depie ha trovato ampio spazio ed è stata particolarmente produttiva contro le due avversarie già affrontate. La Francia non possiede probabilmente la profondità dell’Italia, ma dispone di fisicità, buone qualità a muro e diverse giocatrici abituate a campionati di livello internazionale, caratteristiche che possono renderla pericolosa soprattutto se riesce a tenere alta la pressione dai nove metri.
Per Velasco il confronto può diventare quindi un test interessante anche dal punto di vista tattico. Il sistema con Antropova schiacciatrice sta progressivamente acquisendo automatismi, ma continua a richiedere attenzione negli equilibri di ricezione e nella distribuzione delle responsabilità. Contro una squadra che ha mostrato di saper produrre molti muri, sarà utile capire quanto l’Italia riesca a mantenere efficace il cambio palla anche quando il gioco diventa più prevedibile e quanto Orro riesca a utilizzare le centrali per allargare il fronte offensivo. L’obiettivo resta arrivare alla fase a eliminazione diretta con il maggior numero possibile di certezze. Le prime tre partite hanno consegnato all’Italia nove set vinti su nove, una buona capacità di cambiare interpreti senza perdere identità e soprattutto una crescente solidità quando il livello dell’avversaria si è alzato. La Francia offre un ultimo confronto con una squadra fisica, giovane in diversi elementi e ancora alla ricerca di una dimensione stabile tra le grandi europee. Per le azzurre sarà l’occasione di misurare ulteriormente qualità del cambio palla, tenuta della ricezione e continuità del nuovo assetto offensivo, prima che ogni partita inizi a valere la permanenza nel torneo.