Fondo
Gregorio Paltrinieri torna nella Senna: “Bere acqua putrida per un’ora e 50′. Il parere degli atleti conta poco”
Gregorio Paltrinieri non le ha mandate a dire. Dal Corriere della Sera hanno fatto estremo scalpore le sue parole, quelle dedicate a una Senna che, come due anni fa, resta ai limiti della praticabilità per il nuoto di fondo agli Europei. Il simbolo dell’era presente del nuoto italiano è andato giù particolarmente duro sulle condizioni dell’acqua.
Il primo ricordo è fin troppo facile da selezionare: “Alle Olimpiadi siamo partiti in 30 e almeno 10 sono finiti in ospedale. Sulla Senna è stato tutto assurdo. Abbiamo lottato tantissimo con European Aquatics per protestare“. Chi ricorda quelle Olimpiadi avrà senz’altro memoria di un’acqua che, anche solo dalle telecamere, proprio limpida non era.
E rispondendo al fatto che l’area di gara è aperta alla balneazione da un anno: “Ma i parigini fanno un tuffo per rinfrescarsi, magari senza mettere sotto la testa. Noi dobbiamo nuotarci per un’ora e 50 minuti, bevendo acqua putrida. Abbiamo chiesto di spostare le gare perché non ci fidiamo, ci sarebbe un laghetto vicino a Parigi dove si sono svolti i campionati francesi, ma non ci vogliono sentire“.
La chiusura è legata a una constatazione che non è molto felice: “La scorsa settimana ci hanno chiamato per dirci: avete la possibilità di fare analisi indipendenti dell’acqua ed è previsto un rimborso delle spese mediche se qualcuno dovesse contrarre una malattia. Nel nostro sport, l’atleta purtroppo conta poco. Questo è ciò che mi dispiace di più. Non amo lamentarmi, ma è l’unico modo per farci sentire“.