Pallavolo
Giappone-USA e Polonia-Slovenia oggi in tv, Nations League volley 2026: orari semifinali, programma, streaming
La corsa al titolo della Volleyball Nations League 2026 è ormai ristretta a quattro Nazionali. A Ningbo è il momento delle semifinali, che metteranno di fronte Slovenia e Polonia nella sfida d’apertura e, successivamente, Giappone e Stati Uniti. Tra le grandi assenti figura l’Italia, fermata nei quarti proprio dagli americani con un netto 3-0. La formazione di Karch Kiraly ha costruito il successo soprattutto grazie a una battuta devastante, capace di fruttare 14 ace e di togliere continuità alla ricezione azzurra, limitando così le possibilità di Simone Giannelli di orchestrare il gioco con la consueta varietà.
La prima semifinale, in programma alle 9.00 italiane, offrirà un confronto tra due squadre che si conoscono molto bene. Durante la fase preliminare fu la Slovenia ad avere la meglio al termine di un combattutissimo tie-break, ma questa volta il contesto è completamente diverso, con in palio l’accesso alla finale. La Nazionale allenata da Fabio Soli continua a inseguire la prima medaglia della propria storia in Volleyball Nations League e arriva all’appuntamento dopo aver superato la Turchia al termine di una sfida estenuante, risolta soltanto dopo due interminabili set conclusi 35-33 e 39-37. La forza della Slovenia resta la qualità dei suoi attaccanti di riferimento. Rok Možič rappresenta il principale terminale offensivo, mentre l’opposto Nik Mujanović sta vivendo una crescita costante e costituisce ormai una seconda bocca da fuoco di altissimo livello. Gran parte del peso offensivo passa inevitabilmente dalle loro mani.
Per mettere in difficoltà la Polonia sarà però indispensabile una ricezione stabile, così da consentire al palleggiatore Gregor Ropret o al suo eventuale sostituto Žiga Planinšič di coinvolgere maggiormente il centro della rete con Jan Kozamernik e Sašo Štalekar. Anche il servizio dovrà fare un salto di qualità: nei quarti gli sloveni hanno inciso poco dai nove metri e contro una squadra fisica come quella polacca sarà necessario creare maggiori difficoltà alla costruzione avversaria.
Dall’altra parte della rete ci sarà una Polonia che, ancora una volta, si presenta tra le principali favorite per il titolo. La squadra di Nikola Grbić può contare su una rosa profondissima e nel quarto di finale contro l’Ucraina ha trovato un protagonista assoluto in Bartłomiej Bołądź, autore di una prestazione dominante che ha permesso ai campioni in carica di controllare i momenti decisivi dell’incontro. La presenza dell’opposto ha inoltre alleggerito il peso offensivo di Wilfredo León, lasciando al fuoriclasse cubano-polacco maggiore libertà di incidere soprattutto al servizio e nelle situazioni più delicate. Accanto a lui anche Tomasz Fornal ha confermato il proprio valore con un rendimento completo tra ricezione, difesa e attacco. Un altro dato che rende la Polonia particolarmente temibile riguarda il muro, fondamentale nel quale i biancorossi hanno mostrato una superiorità evidente nei quarti e che potrebbe rappresentare l’arma ideale per limitare le principali soluzioni offensive slovene.
Per la Slovenia sarà quindi fondamentale evitare che la ricezione polacca sia troppo agevole, impedendo al palleggiatore di sfruttare con continuità il gioco al centro e di liberare León e Fornal contro un muro poco composto. La Polonia, invece, proverà a trasformare il match in una sfida di grande intensità fisica, facendo valere la maggiore profondità della propria panchina. Sulla carta parte con i favori del pronostico, ma la Slovenia ha già dimostrato durante questa VNL di poter mettere in seria difficoltà i campioni in carica.
La seconda semifinale vedrà invece opposti Giappone e Stati Uniti, probabilmente le due squadre che hanno espresso la pallavolo più brillante nelle Finals. I nipponici sono ancora imbattuti nella competizione dopo aver chiuso la fase preliminare con dodici vittorie su dodici e aver eliminato la Cina ai quarti di finale, confermando un’identità tecnica ben definita. La squadra guidata da Laurent Tillie basa il proprio gioco su velocità, organizzazione difensiva e rapidità nella distribuzione offensiva. Ran Takahashi rappresenta il punto di riferimento principale, ma il sistema giapponese riesce a coinvolgere con continuità anche Yuji Nishida, Larry Ik Evbadebo e Kento Miyaura, rendendo difficile per gli avversari individuare un unico terminale da contenere.
La sfida contro gli Stati Uniti passerà inevitabilmente dalla qualità della ricezione. Se il Giappone riuscirà a contenere la pressione del servizio americano, potrà sviluppare il proprio gioco rapido e sfruttare la mobilità dei centrali. In caso contrario rischierà di essere costretto ad attacchi più prevedibili contro un muro di grande fisicità. Gli Stati Uniti arrivano alla semifinale sulle ali dell’entusiasmo dopo l’autorevole successo ottenuto contro l’Italia. Micah Christenson ha gestito con lucidità la distribuzione, mentre Gabriel Hanes ha confermato di attraversare un momento di forma eccellente, risultando il principale terminale offensivo. L’esperienza di Matt Anderson e il contributo di Ethan Champlin completano un reparto di palla alta estremamente affidabile.