Atletica

Fulgida promessa, l’operazione alle ernie, misure nobili a vent’anni: Erika Saraceni, il 14.50 dal futuro e la chance europea

Stefano Villa

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Erika Saraceni / Grana/FIDAL

Erika Saraceni è rimasta ferma per quasi un anno intero (312 giorni per l’esattezza) a causa di un problema fisico alle ernie inguinali, che aveva richiesto un intervento chirurgico e un lungo periodo di riabilitazione. Dopo aver trionfato agli Europei U20 nel salto triplo e aver contribuito all’affermazione dell’Italia in Coppa Europa, la classe 2006 milanese ha dovuto fare i conti con un momento complicato della sua giovane carriera, tanto da temere che fosse necessario un lungo periodo di rodaggio per tornare a buoni livelli.

Pronti via, un paio di settimane fa, subito rimesso piede in pedana dopo lo stop, l’allieva di Eugenio Paolino e Aldo Maggi ha trionfato ai Campionati Italiani con l’impattante misura di 14.41 metri, con vento praticamente nullo (+0,1 m/s) e avendo la meglio contro una veterana del calibro di Dariya Derkach (14.36 dopo il 14.51 di poche settimane fa a Zagabria). Personale strapazzato di diciassette centimetri (14.24 lo scorso anno a Tampere, nella rassegna continentale giovanile) e quinta italiana all-time a livello assoluto, alle spalle di Magdelin Martinez, Simona La Mantia, Fiona May e Derkach.

Una delle promesse più quotate dell’atletica tricolore ha ribadito il suo status in occasione delle qualificazioni agli Europei, dove ha respirato il grande contesto internazionale con la maglia azzurra assoluta: 14.50 al secondo affondo, miglioramento personale di nove centimetri, quinta posizione rafforzata nelle liste tricolori di sempre (ora Derkach è a due centimetri), primo posto nel turno preliminare e la sensazione che la figlia dell’ex quattrocentista Enrico e di Rosa Anibaldi sia in piena rampa di lancio, con un potenziale sconfinato, con prospettive di misure sontuose alle nostre latitudini.

Nella finale di Birmingham la 20enne non avrà nulla da perdere, in un contesto che sembra altamente equilibrato, incerto, dove tutte avranno la loro occasione. A Erika Saraceni il compito di gareggiare senza pressioni, con l’obiettivo di fare bene e di potersela giocare, perché nessun traguardo sembra poterle essere precluso. Lungo il cammino che conduce ai Mondiali 2027 e alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, i primi grandi passaggi di una carriera che sembra poter essere decisamente promettente.

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