Atletica

Francesco Pernici cambia stile, rimescola le carte e accarezza la medaglia agli Europei. English vince gli 800

Stefano Villa

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Francesco Pernici / Grana/FIDAL

Intelligentissimo, bravo a cambiare, a osare, a stravolgere i piani, a rimescolare le carte in tavola, a mettere in crisi tutti gli avversari. Francesco Pernici ha nel sangue lo stile del frontrunner, di colui che prende il comando delle operazioni fin dalle prime battute e impone il ritmo per due giri di pista, a spron battuto, di petto. Lo aveva fatto nei primi due turni agli Europei 2026 di atletica, ma in finale serviva rivedere i piani se si voleva puntare a una medaglia sugli 800 metri.

Il 23enne bresciano è partito in maniera più accorta e si è messo in fondo al gruppo, transitando alla campana in 54.1. Il fresco primatista italiano (poche settimane fa ha ritoccato lo storico record di Marcello Fiasconaro dopo 53 anni) ha studiato ancora un po’ la situazione e ha poi aperto il gas in ingresso sul rettilineo, recuperando di slancio un paio di posizioni e andando a caccia di una medaglia, sfumata per un soffio.

Peccato che il traguardo sia arrivato troppo presto, perché l’azzurro era lanciatissimo e sembrava aveva ancora un po’ di benzina. L’allievo di coach Dalmazio Bersini ha chiuso al quinto posto con il tempo di 1:45.77, ad appena sei centesimi dal bronzo finito al collo dello spagnolo Mohamed Attaoui (1:45.71) e in scia all’altro iberico David Barroso (1:45.75). Questo risultato deve essere una base di partenza per Francesco Pernici, perché ci sono tutte le carte in regola per regalarsi delle grandi soddisfazioni nel prossimo futuro.

La gara è stata vinta con merito dall’irlandese Mark English, imprendibile nel finale e capace di alzare le braccia al cielo in 1:45.26 (in semifinale aveva siglato il record dei campionati dopo 48 anni, su impulso proprio del nostro Pernici, che aveva imposto un ritmo forsennato), davanti al croato Marino Bloudek (1:45.62).

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