Nuoto artistico

Filippo Pelati: “Dedico questa medaglia a mio nonno. Era il mio primo tifoso”

Giandomenico Tiseo

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Filippo Pelati / Andrea Masini e Andrea Staccioli / DBM

L’argento vale molto più di un semplice piazzamento per Filippo Pelati. Il 19enne ferrarese chiude gli Europei con la quarta medaglia personale della rassegna continentale, conquistando il secondo posto nel solo libero maschile grazie a “Il diavolo“, l’esercizio che lo aveva già portato sul podio iridato a Singapore 2025. Una prova intensa, premiata con 252.8713 punti, alle spalle del britannico Ranjuo Tomblin (258.9188) e davanti allo spagnolo Jordi Caceres Iglesias (229.2599).

Sulle note de L’uccello di fuoco di Igor Stravinskij, con la coreografia firmata da Anastasia Ermakova, Pelati ha interpretato una routine dal forte impatto scenico, caratterizzata da un’elevata qualità tecnica e da una convincente interpretazione del tema. Qualche inevitabile sbavatura nella componente artistica, anche a causa della stanchezza accumulata nell’ultima giornata di gare, non ha impedito all’azzurro di conquistare un nuovo argento, il terzo della sua settimana europea.

Al termine della finale, però, il pensiero dell’azzurro è andato ben oltre il risultato sportivo, trasformando la medaglia in un ricordo personale carico di emozione.

Sono riuscito a migliorare molto rispetto all’Europeo di Funchal. Sono contento della performance di oggi anche se ho sentito la stanchezza dell’ultima gara. Si può sempre dare qualcosa in più, però è un punto su cui migliorare soprattutto in vista dei Mondiali juniores. Dedico questa medaglia a mio nonno che è mancato durante la preparazione di questa gare. Non sono riuscito ad assentarmi dalla preparazione, anche perché volevo comunque continuare a tenere alto il ritmo e credo che fosse anche suo volere vedermi raggiungere tutti i miei sogni. Ho un tatuaggio per i miei nonni che non ci sono più e devo completarlo per lui che purtroppo adesso mi guarda da lassù, ma era il mio primo fan“.

Il ferrarese, tuttavia, non sembra intenzionato a lasciarsi trascinare dall’entusiasmo e guarda già ai prossimi obiettivi con lucidità. “Cerco sempre di mantenermi con i piedi per terra, anche se è sempre molto bello viaggiare un po’ con la testa e sognare. Aspettative pienamente rispettate, anzi è arrivata forse la gara più inaspettata, la medaglia più inattesa è stata quella del primo giorno. E anche le medaglie con Lucrezia molto importanti; quella di oggi, comunque, è un singolo che io porto da due anni a questa parte ed è una routine cui tengo molto, su cui sono stati fatti molti miglioramenti ed è sempre molto gratificante quando viene apprezzata. Sono già stato minacciato da parte del direttore tecnico: da settembre ricominceremo a pieno carico tutta la preparazione, quindi sicuramente creando nuove routine, migliorandoci sui punti che sono più critici, sui punti sui quali i giudici ci hanno chiesto di porre più attenzione. Sarà sicuramente un lavoro nel dettaglio che cresce di giorno in giorno“.

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