Formula 1
F1, promossi e bocciati GP d’Olanda 2026. Norris e Antonelli superano la prova, Ferrari respinta a sorpresa
Il Gran Premio d’Olanda di F1, disputato domenica 23 agosto a Zandvoort, ha emesso i propri giudizi. Chi sono i promossi e i bocciati del professore nederlandese? Soprattutto, si tratta di valutazioni eque, oppure nella sua ultima presenza in cattedra (non sarà più inserito in calendario), il docente Oranje ha deciso di ergersi protagonista e di sconvolgere le gerarchie emerse sinora in classe?
PROMOSSI
NORRIS Lando (McLaren) – Lo scorso anno, quando si è laureato Campione del Mondo, in tanti avevano storto il naso. “Ha vinto solo grazie alla macchina, il numero uno resta Verstappen” è stata la vox populi. Una scuola di pensiero acida e provocatoria, ma con solide argomentazioni a suo favore. Il titolo, però, lo ha conquistato l’inglese e non l’olandee. Ora Lando vuole dimostrare di essere un degno iridato. Dopo aver vinto e convinto a Budapest, ha fatto altrettanto a Zandvoort, ribadendo di non essere stato un “Campione per caso”.
ANTONELLI Kimi (Mercedes) – Un weekend in crescendo, partito con il piede sbagliato (l’errore nella Sprint Qualifying), ma poi raddrizzato strada facendo. Ha limitato i danni nella mini-gara e ha lottato per guadagnarsi la piazza d’onore nel Gran Premio vero e proprio. Alla fine, ha ribaltato le sorti del round olandese, che va considerato a suo favore nell’economia del Mondiale. Ha pareggiato con Russell e guadagnato terreno su Hamilton. Bene così.
RUSSELL George (Mercedes) – E’ stato bravo, c’è poco da dire. Ha vinto la Sprint. Poi, durante la gara. è stato nobile e diligente nel rispettare l’ordine di scuderia, quando dai box gli hanno chiesto di non opporre resistenza ad Antonelli (compagno di squadra, ma anche rivale diretto per il Mondiale). Dopodiché ha saputo difendersi dalle Ferrari pur con pneumatici meno performanti. Non era scontato comportarsi come si è comportato e non era scontato salvare il podio. Un weekend da combattente, che lo tiene a galla nella rincorsa al titolo.
LAWSON Liam (Red Bull) – Non gli si chiedevano miracoli dopo essere stato richiamato alla Red Bull per sostituire l’infortunato Isack Hadjar. Lui ha risposto presente, firmando prestazioni di alto livello e un GP solido. Settimo senza commettere errori e ricordando a tutti (Drink Team in testa) di non essere un parvenu.
BOCCIATI
FERRARI – Una bocciatura di massa, nonostante la bella seconda piazza di Charles Leclerc nella Sprint. La Scuderia di Maranello si aspettava molto di più dal weekend olandese. Relegato a terza forza, il Cavallino Rampante si è dovuto accontentare del quarto e quinto posto nel Gran Premio vero e proprio. Il difetto, però, sta nel manico. Ossia in qualifica. Comunque, una delusione, perché Hamilton ha perso punti da Antonelli ed è stato agganciato da Russell. Inoltre, nella classifica costruttori, la Rossa è più lontana dalla Mercedes (-87) di quanto ora sia avanti rispetto alla McLaren (+75).
PIASTRI Oscar (McLaren) – Norris vince e convince, si è detto. Al contrario, Piastri non esiste. È diventato un fantasma, sembra la controfigura del pilota che veniva addirittura paragonato ad Alain Prost non più tardi di un anno fa, quando sembrava avere il titolo 2025 in pugno dopo aver vinto a Zandvoort. Da allora, invece, è sempre rimasto nell’ombra.
VERSTAPPEN Max (Red Bull) – L’ultima apparizione a Zandvoort si chiude nel peggiore dei modi, con un incidente al primo giro provocato dalla sua volontà di strafare. D’accordo, a uno come lui non interessa correre per i piazzamenti, soprattutto in casa. Però i limiti (siano essi fisici o figurati) esistono per tutti, anche per il migliore in assoluto. Ha osato troppo, ha pagato un prezzo salatissimo. Succede anche al top del top.