Formula 1
F1, Mattia Binotto: “L’Audi nel Mondiale? Situazione simile alla Ferrari del 1995”
Corsi e ricorsi storici, paragoni fra epoche diverse che si intersecano con possibili similitudini trovando punti di contatto in uomini che hanno fatto e fanno parte di avventure diverse nel mondo della F1. Mattia Binotto, oggi team principal della Audi e ieri team principal della Ferrari al termine di una carriera a Maranello iniziata nel 1995 come motorista, prova a trovare degli accostamenti fra la scuderia dei “Quattro Anelli” in questo 2026 e quella del “Cavallino Rampante” di 31 anni fa.
Intervistato da RacingNews 365, il manager ha affermato: “Se qualcuno visita la Mercedes, la Ferrari o la McLaren e poi visita la nostra, si renderà conto che c’è un divario, una netta differenza. I nostri edifici, le nostre infrastrutture, non sono al livello dei team di vertice, ma non è una colpa. È un dato di fatto, perché quali erano le ambizioni della precedente proprietà? Oggi c’è un divario e dobbiamo colmarlo“.
Poi ha aggiunto: “Dobbiamo crescere in futuro: abbiamo bisogno di più personale, abbiamo bisogno di più spazio per la produzione, quindi stiamo sicuramente valutando dei piani di espansione, perché questa sarà un fattore determinante per il nostro successo di domani. L’espansione non avviene dall’oggi al domani, ma stiamo valutando questi progetti; è qualcosa che stiamo considerando seriamente e, una volta presa una decisione, ve lo comunicheremo. Quando sono entrato in azienda, l’ho fatto ispirandomi alla Ferrari del 1995, e per me il paragone è proprio con la Ferrari del 1995″.
L’annata 1995 pose le basi per il dominio che poi vi sarebbe stato nei primi anni ’00: Jean Todt, Ross Brown e Michael Schumacher, i tre simboli di una squadra che annoverava anche Mattia Binotto.
“Per me – conclude dando anche un orizzonte temporale futuro – il paragone è davvero con la Ferrari del 1995 rispetto alla Ferrari di oggi. Penso che quello che abbiamo fatto sia andato nella giusta direzione; il team sta migliorando e progredendo, e in fabbrica stanno succedendo molte cose che non sono visibili ai media o ai tifosi. Stanno succedendo molte cose e stiamo onestamente e sinceramente costruendo le basi per il futuro, quindi sì, posso confermare che il 2030 è certamente un obiettivo raggiungibile per lottare per il campionato del mondo, ed è un obiettivo concreto”.