Formula 1

F1, l’Antonelli del 2026 come il Verstappen del 2024? Il Mondiale è cambiato e Mercedes non ha più margine

Francesco Paone Casati

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Antonelli Lapresse

Il Mondiale di F1 2026 ha cambiato colore cammin facendo, come un camaleonte. All’inizio dell’anno, aveva solo tinte nero-argentate poiché la Mercedes godeva di un vantaggio evidente. Qualcuno già prevedeva una stagione noiosissima, dominata in lungo e in largo da George Russell, destinato a laurearsi Campione grazie a una cavalcata trionfale, con un Kimi Antonelli condannato a fare la figura del Valtteri Bottas di turno e tutti gli altri a recitare controvoglia la parte dei comprimari.

Invece, subito, le sfumature del camaleonte si sono fatte argento-nero, ribaltando la cromia prevista. Altro che “Bottas di turno”. Antonelli prima si è proposto come un Nico Rosberg, salvo poi scardinare totalmente le gerarchie interne alla Stella e Tre Punte, prendendo il sopravvento in termini di prestazioni. Una supremazia, quella dell’italiano sul britannico, che prosegue tutt’ora.

Del bolognese impressiona la calma, la sicurezza, ma anche la capacità di agire sulle criticità per colmare le sue lacune. L’esempio più eclatante è rappresentato dalla partenza. Era il tallone d’Achille a inizio anno, ieri a Zandvoort è viceversa stata impeccabile in ambedue gli start. Dopodiché, nello sviluppo del GP, Kimi ha avuto il merito di “imporre” al suo team la scelta di ordinare a Russell di non fare ostruzionismo, vista la rimonta delle due Ferrari.

Per citare il vigile di Amici Miei, “Lei ha clacsonato?”. Ha clacsonato sì, ma non per chiamare il Necchi, bensì per chiedere strada. Antonelli sta tenendo il profilo di chi può essere un degno Campione del Mondo. Attenzione però, perché la situazione è in continua evoluzione. Il camaleonte si è fatto variopinto, in quanto è ormai evidente come il vantaggio tecnico della Mercedes sia svanito. La prima a raggiungere le Frecce d’Argento è stata la Ferrari, quindi è arrivata con ancor più vigore la McLaren.

Toto Wolff ha già cominciato a fare le barricate, affermando che d’ora in poi si dovrà correre in difesa. Lo conosciamo bene, ormai, sappiamo quanto sia abile nel tenere un basso profilo mediatico. Tuttavia, il manager austriaco non è un bugiardo, i Gran Premi sono destinati a farsi sempre più combattuti e sulla Mercedes non arriveranno sostanziali aggiornamenti fino alla Malesia.

Nel 2024 assistemmo a un Mondiale dallo svolgimento simile a quello attuale, almeno nella sua prima metà. Red Bull aveva margine all’inizio e quel vantaggio guadagnato da Max Verstappen in partenza fu determinante per consentirgli di vincere il quarto titolo. L’olandese, oltre alla sua classe, fu aiutato dal fatto che nessun rivale trovò la continuità per ergersi a sfidante nella seconda metà di stagione.

Proprio questa sarà una discriminante cruciale nell’evoluzione dell’annata 2026. Ci sarà un pilota capace di realizzare una sequenza vincente, come quella di Antonelli nella prima fase dell’anno? Oppure da qui a dicembre tutti si toglieranno punti a vicenda, favorendo il mantenimento dello status quo? Ottima domanda. Non c’è (ancora) una risposta. Nel frattempo, il camaleonte se la gode e non ne vuole sapere di assumere la sua cromia definitiva. Alla faccia di chi prevedeva “una stagione noiosissima”.

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