Nuoto
Europei nuoto 2026: l’esperienza di Nicolò Martinenghi. Una mina vagante anche in una stagione di scarico
C’è un campione che potrebbe rappresentare l’incognita più affascinante della rana maschile agli Europei di Parigi, in programma dal 10 al 16 agosto. Nicolò Martinenghi, campione olimpico dei 100 rana, arriva alla rassegna continentale dopo una stagione molto particolare, condizionata da un lungo stop per il problema alla spalla che lo ha costretto a rimanere lontano dalle competizioni per circa sei mesi. Un’interruzione pesante che avrebbe potuto compromettere il suo 2026, ma che invece sembra ormai definitivamente alle spalle.
L’atleta allenato da Matteo Giunta ha scelto di affrontare questo anno come una stagione di scarico, senza forzare i tempi del recupero. Eppure le indicazioni arrivate dal Sette Colli sono state estremamente incoraggianti. Pur con una preparazione inevitabilmente ridotta rispetto agli avversari, Martinenghi ha mostrato una condizione in continua crescita, confermando di aver ritrovato soprattutto quella qualità tecnica che ha sempre fatto la differenza nelle sue gare. La sensazione è che il tempo giochi dalla sua parte e che, a distanza di qualche settimana dalla rassegna romana, possa presentarsi a Parigi con un livello di competitività ancora superiore.
Il valore di Martinenghi, del resto, non si discute. La sua straordinaria capacità di interpretare la gara, la gestione delle fasi subacquee e la freddezza nei momenti decisivi gli consentono spesso di colmare eventuali differenze di condizione atletica. Quando è al meglio, resta uno dei migliori interpreti mondiali della specialità e anche se il 2026 non è stato costruito per raggiungere il picco assoluto della forma, sarebbe un errore considerarlo fuori dalla corsa per il podio.
Prima ancora della concorrenza internazionale, però, Martinenghi dovrà fare i conti con una rana italiana mai così competitiva. Nei 100 metri il campione olimpico troverà sulla propria strada il campione del mondo Simone Cerasuolo, reduce da una crescita impressionante che lo ha portato al vertice della specialità, oltre a Ludovico Viberti, ormai presenza stabile ad altissimi livelli e capace di inserirsi costantemente nella lotta per le medaglie. Lo stesso discorso vale per i 50 rana, dove la velocità di Cerasuolo e la solidità di Viberti renderanno la sfida azzurra particolarmente intensa.
Questa competizione interna rappresenta però anche un enorme vantaggio per il movimento italiano. Avere tre atleti di questo livello significa poter affrontare ogni turno con ambizioni elevatissime e aumentare sensibilmente le possibilità di salire sul podio europeo. Martinenghi, inoltre, ha spesso dimostrato di esaltarsi proprio quando il livello si alza e la pressione diventa maggiore.
Se la spalla continuerà a rispondere positivamente e la condizione crescerà come previsto, il fuoriclasse lombardo potrebbe trasformarsi nella mina vagante della rana europea. Forse non partirà con i favori del pronostico assoluto, ma pochi nuotatori possono vantare il suo bagaglio di esperienza internazionale, la sua capacità di gestire le finali e il suo istinto da vincente. Per questo motivo, anche in una stagione nata soprattutto per recuperare energie e ritrovare continuità, Nicolò Martinenghi resta uno dei nomi da seguire con la massima attenzione agli Europei di Parigi.