Nuoto
Europei nuoto 2026: le stelle straniere presenti ed i grandi assenti
L’ora degli Europei in vasca lunga di Parigi 2026 è quasi scattata. La spedizione azzurra lascerà a breve il suolo italiano per raggiungere i migliori atleti del continente riuniti nella terra francese. Negli ultimi anni l’Europa si è fatta sempre più sentire in termini natatori globali, riuscendo a rappresentare per molte gare le migliori prestazioni al mondo. Per questo sarà interessante assistere alle gare parigine, e ai fuoriclasse che scenderanno in acqua nella piscina del Centro acquatico olimpico di Saint Denis.
Il grande atteso è ovviamente uno: l’intitolato nel 2024 re di Francia Leon Marchand. Il ventiquattrenne sarà presente in vasca a Parigi dove sarà chiamato a ravvivare la memoria dei Giochi Olimpici del 2024, quando con le sue nuotate, e i suoi quattro ori, ipnotizzò l’intera arena. Il campione olimpico arriva però con qualche problema fisico: già costretto a fermarsi ai campionati francesi a causa di un dolore all’adduttore, ha già annunciato che rinuncerà ai 200 rana, e che deciderà all’ultimo momento utile se scendere in acqua per i 400 misti. Leon Marchand rimane comunque il riferimento principale nei 200 farfalla e nei 200 misti.
Discorso simile anche per il campione del mondo dei 100 farfalla Maxime Grousset, assente ai campionati francesi a causa di una frattura al piede. Il delfinista risulta comunque tra i convocati e proverà a far valere il suo titolo di mondiale sui 50 e 100 farfalla, sfidando lo svizzero Noe Ponti e l’ungherese Kristof Milak. La battaglia nella velocità farfalla sarà uno dei punti interrogativi più interessanti dell’intera manifestazione, con quattro atleti di livello mondiale pronti a contendersi le medaglie.
A Parigi sarà presente anche il campione olimpico ungherese Kristóf Milák, titolare della corona nei 100 farfalla e argento nei 200 farfalla dalle Olimpiadi di Parigi 2024. Dopo la festa olimpica, Milák ha conosciuto un lungo periodo di silenzio, gareggiando raramente nel 2025 e soprattutto nei soli campionati nazionali ungheresi, prima di ritrovare la propria dimensione all’inizio del 2026. Eppure il ritorno è stato bruciante: il delfinista magiaro è tornato ai massimi livelli con risultati di rilievo nelle acque romane del Settecolli, dove ha stabilito il suo personale stagionale di 50.22 nei 100 farfalla, il migliore al mondo di quest’anno. Il suo allenatore Szabó Álmos ha confermato che Milák Kristóf disputerà senza dubbio gli Europei di Parigi, sebbene gli eventi esatti rimangano ancora in corso di definizione. Il suo stato mentale ritrovato e la competitività al rialzo fanno pensare che il due volte campione olimpico possa scendere in acqua motivato e pericoloso come pochi altri in questa rassegna continentale.
E poi c’è lei: Sarah Sjöström, la nuotatrice svedese che è tornata alla competizione internazionale per la prima volta dopo aver vinto due ori olimpici a Parigi 2024 e aver dato alla luce il figlio Adrian. Il ritorno della trentaduenne classe 1990 è stato semplicemente fuori dal mondo. Ha stabilito un tempo di 23.86 nei 50 stile al Sette Colli di giugno, soltanto dieci mesi dopo il parto, che la mantiene come unica nuotatrice europea sotto i 24 secondi stagionalmente. Un dato che rende ancora più eccezionale la sua performance, considerando che questo tempo si colloca al 30° posto nella storia assoluta della disciplina. Ma la Sjöström non è semplice specialista della gara più veloce: nei 50 farfalla ha nuotato 25.05 al Settecolli, anch’esso il miglior crono europeo in stagione.
Tutt’altro scenario di ritorno caratterizza la presenza di Adam Peaty, il sempreverde britannico tornato competitivo con 26.64 nei 50 rana e 58.97 nei 100 rana, tempi che lo mantengono tra i favoriti europei. Il detentore del record mondiale nella specialità, argento olimpico nei 100 rana a Parigi 2024, aveva affrontato un periodo complicato dal punto di vista natatorio. Dopo Parigi Peaty era completamente esausto ed era deciso a lasciarsi andare alla sua nuova vita familiare, ma il fascino dei 50 rana gli ha riacceso la voglia di tornare ai massimi livelli. Il trentunenne britannico si presenta quindi a Parigi come uno dei più grandi interrogativi della manifestazione: cosa riuscirà a tirare fuori dal campione che è in lui e a cui ci ha abituati? Questi Europei potrebbero infatti rappresentare uno dei suoi ultimi capitoli di una carriera straordinaria.
Tra le novità più significative di questa rassegna figura il ritorno del contingente russo sotto la bandiera degli atleti neutrali autorizzati. E tra questi spicca su tutti la figura di Kliment Kolesnikov, campione del mondo in carica nei 50 dorso e detentore del terzo miglior tempo della storia nella specialità con 51.82 stabilito nel 2023. Il dorsista russo arriva a Parigi come riferimento assoluto nei 50 dorso in vasca lunga: il suo tempo stagionale di 23.86 lo pone come unico nuotatore europeo capace di scendere sotto la barriera dei 24 secondi. Complessivamente Kolesnikov ha realizzato ben dieci delle tredici tempi sotto i 24 secondi mai nuotati nella storia della disciplina, compresi il record mondiale di 23.55.
Tra i grandi assenti, pesa soprattutto l’assenza di Carles Coll Martí, campione mondiale in vasca corta nei 200 rana, che non potrà competere agli Europei a causa di problemi burocratici legati al visto. Il giovane talento spagnolo, che si allena negli Stati Uniti presso il Virginia Tech, avrebbe rappresentato una seria minaccia per le medaglie della rana di resistenza, ma dovrà attendere altre occasioni per proseguire la sua scalata nel nuoto internazionale.