Nuoto

Europei nuoto 2026: Carlos D’Ambrosio e un nuovo gradino da scalare per avvicinare il fenomeno Popovici

Enrico Spada

Pubblicato

il

Carlos D'Ambrosio / Alessandro Gennari

La sensazione, da qualche tempo,  è che il nuoto italiano abbia trovato il nuovo punto di riferimento dello stile libero veloce, ma non solo. Gli Europei di Parigi, in programma dal 10 al 16 agosto, rappresentano il primo vero banco di prova internazionale per Carlos D’Ambrosio da leader della velocità azzurra. Dopo anni in cui il ruolo era appartenuto ad Alessandro Miressi, il giovane veneto ha raccolto il testimone con autorevolezza, dimostrando di possedere qualità tecniche, personalità e una notevole maturità agonistica, caratteristiche che gli consentono di guardare con fiducia al presente e soprattutto al futuro.

La crescita dell’atleta delle Fiamme Gialle è stata costante e rapidissima. Già nel 2025 aveva fatto intravedere il proprio enorme potenziale, contribuendo alla medaglia d’argento mondiale conquistata dall’Italia nella 4×100 stile libero. Il definitivo salto di qualità è arrivato però nel corso del 2026, stagione nella quale ha iniziato a esprimersi con continuità su livelli da finale internazionale sia nei 100 stile libero sia nei 200 stile libero. Non è più soltanto una promessa: oggi D’Ambrosio è il numero uno italiano della velocità, l’uomo su cui il movimento azzurro punta per il presente e per il futuro. A certificare il suo talento non ci sono stati soltanto i risultati in vasca lunga. Ai Criteria di Riccione, in vasca corta, ha riscritto il record italiano dei 200 stile libero con uno straordinario 1’40″69, cancellando il primato che apparteneva a Thomas Ceccon. Un’impresa che ha confermato come il ventenne azzurro possieda caratteristiche rare, riuscendo ad abbinare velocità, resistenza e una notevole qualità tecnica, tanto da essere ormai competitivo ai massimi livelli su entrambe le distanze dello stile libero.

In vasca lunga, invece, è soprattutto nei 100 stile libero che Carlos D’Ambrosio ha assunto il ruolo di riferimento nazionale. Il 47″83 ottenuto agli Assoluti di Riccione gli ha consentito di conquistare la qualificazione agli Europei e di confermarsi davanti a tutti gli altri azzurri, raccogliendo definitivamente l’eredità di Alessandro Miressi. Allo stesso tempo resta estremamente competitivo anche nei 200 stile libero, gara nella quale ha dimostrato di poter lottare con i migliori specialisti europei e nella quale potrebbe ritagliarsi un ruolo importante anche a Parigi.

Gli Europei 2026 potrebbero così trasformarsi nella manifestazione della definitiva consacrazione. Dopo le soddisfazioni ottenute con le staffette, i successi nelle categorie giovanili e i continui progressi mostrati nelle ultime due stagioni, al suo palmarès manca ancora una medaglia individuale in una grande manifestazione assoluta. È questo il gradino che il giovane veneto è chiamato a salire, consapevole di avere ancora ampi margini di crescita e di poter ridurre ulteriormente il divario che oggi lo separa dai migliori interpreti mondiali della specialità.

Naturalmente il primo riferimento resta David Popovici, autentico fenomeno dello stile libero mondiale. Il rumeno arriva a Parigi dopo aver nuotato 47″26 al Sette Colli e sarà uno dei grandi favoriti per il titolo continentale, anche se il miglior tempo europeo stagionale appartiene all’Atleta Individuale Neutrale Egor Kornev, autore di uno straordinario 46″96 ai Campionati Russi. Saranno proprio Kornev e Popovici gli uomini da battere, due nuotatori già capaci di scendere abbondantemente sotto il muro dei 47″50 e destinati, almeno sulla carta, a contendersi la medaglia d’oro.

La lotta per il podio, però, è destinata a coinvolgere diversi protagonisti. Il britannico Matthew Richards, terzo nel ranking europeo stagionale con 47″53, possiede un’esperienza internazionale di primissimo piano ed è uno specialista che riesce spesso a esprimersi al meglio nelle finali. Da seguire con grande attenzione anche l’altro Atleta Individuale Neutrale Ivan Girev, accreditato di 47″63, mentre lo spagnolo Luca Hoek, grazie al 47″72 realizzato quest’anno, si è inserito stabilmente tra i migliori velocisti del continente. In questo contesto Carlos D’Ambrosio occupa il settimo posto del ranking europeo stagionale con il 47″83 ottenuto agli Assoluti di Riccione. Un piazzamento che racconta soltanto in parte il reale valore dell’azzurro, perché tra il secondo e il settimo posto ci sono appena tre decimi di secondo, un margine praticamente irrisorio in una gara veloce come i 100 stile libero. A rendere ancora più affollata la corsa alle medaglie ci saranno anche l’olandese Sean Niewold (47″80), l’ungherese Kristof Milak (47″89), il rumeno Patrick Sebastian Dinu (48″01) e il britannico Jacob Mills (48″02), tutti atleti che hanno dimostrato di poter ambire a una finale europea e, con la gara perfetta, anche a un posto sul podio.

Per D’Ambrosio il primo obiettivo sarà confermare quanto di buono ha mostrato nel corso della stagione. Per conquistare una medaglia europea servirà probabilmente nuotare ancora sotto i 48 secondi, mentre per inserirsi nella lotta per il titolo potrebbe essere necessario avvicinare la zona del 47″5 o addirittura fare meglio, considerato il livello espresso quest’anno da Kornev, Popovici e Richards. La battaglia si preannuncia spettacolare e difficilmente sarà limitata a due soli protagonisti: saranno almeno sei o sette gli atleti con ambizioni concrete di podio.

A rendere ancora più interessante il percorso di Carlos D’Ambrosio è il fatto che il suo margine di miglioramento appare superiore rispetto a quello di molti dei suoi rivali. A soli vent’anni ha già assunto il ruolo di leader dello sprint italiano, è competitivo anche nei 200 stile libero e rappresenta una pedina fondamentale per le staffette azzurre. Gli Europei di Parigi non saranno un punto di arrivo, ma potrebbero segnare l’inizio di una nuova fase della sua carriera: quella in cui il talento smette di essere soltanto una promessa e si trasforma definitivamente in medaglie individuali. Se riuscirà a compiere quest’ultimo salto di qualità, il divario che oggi lo separa da campioni come Popovici e Kornev potrà ridursi sensibilmente, aprendo scenari molto interessanti anche in vista dei grandi appuntamenti del prossimo quadriennio.

Exit mobile version