Atletica

Daniele Inzoli in estasi: “Howe fondamentale. Ho onorato il Paese: grazie Italia. Ultimi salti atroci”

Stefano Villa

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Daniele Inzoli / Grana/FIDAL

Serata indimenticabile per Daniele Inzoli, che si è laureato Campione del Mondo U20 nel salto in lungo e ha esultato nella sabbia di Hayward Field a Eugene (Oregon, USA). L’azzurro si è imposto con la misura di 7.97 metri, piazzata al secondo tentativo e utile per trionfare con un solo centimetro di margine nei confronti dell’australiano Mason McGroder, che lo ha fatto tremare in occasione dell’ultimo affondo. L’Italia torna così a festeggiare in questa specialità nella rassegna iridata di categoria dopo addirittura ventidue anni: bisogna risalire alle gesta di Andrew Howe, che fece suonare l’Inno di Mameli a Grosseto 2004.

Daniele Inzoli ha espresso la propria soddisfazione attraverso i canali federali: “Credevo di aver fatto le gare più difficili della mia vita agli Europei U18 di Banska Bystrica 2024 e agli Europei U20 di Tampere 2025 (dove fu bronzo e argento, n.d.r.) ma penso che questa superi di gran lunga tutte le finali a livello di difficoltà. Sentivo già da riscaldamento di star bene, sentivo che potevo giocarmela e che avrei dovuto ‘mettere’ i primi salti per farlo. La gara è andata non nel miglior modo possibile, ma è andata bene: ho piazzato i primi due e penso che sia stato fondamentale nel prendere vantaggio sui miei avversari“.

L’azzurro ha poi proseguito:Gli ultimi salti sono stati veramente logoranti, quasi ‘atroci’ per me perché sono stati davvero difficili. Per fortuna abbiamo portato a casa la medaglia d’oro e un grande grazie lo devo ai miei compagni: tutto il tifo della squadra mi ha dato quella carica in più per non cedere a metà gara. Ma è stato fondamentale anche il supporto della mia famiglia e anche dei miei compagni di allenamento che sicuramente si saranno svegliati per vedere la mia gara, nonostante abbiano anche tra qualche giorno gli Europei“.

Un trionfo condiviso con chi gli sta vicino:Davvero grazie di cuore a tutti: questa medaglia non significa per me l’essere l’atleta più forte, ma l’atleta con il team più forte. In questa medaglia ci sono le impronte di ogni singola persona che è stata importante durante il mio cammino, da quando ero cadetto fino ad adesso, durante le gare difficili come Banska o come Lima stessa, dove arrivai addirittura ultimo al Mondiale U20 nel 2024. Finalmente ho completato il mio palmarès, ho fatto un ultimo posto, un terzo posto, un secondo posto, mi mancava questo oro ed è arrivato. Devo davvero dire grazie, grazie Italia, grazie mamma, grazie papà che sono venuti fino a qui dall’Italia e che tra qualche giorno partiranno per Birmingham per seguire mio fratello Francesco“.

La medaglia d’oro nella rassegna iridata di categoria è arrivata a ventidue anni di distanza dalla stoccata di Andrew Howe, che si impose a Grosseto nell’ormai lontano 2004: “Andrew è stato fondamentale, con lui ho fatto gran parte della preparazione da maggio, ci siamo allenati quasi sempre insieme, penso di aver imparato molto da lui. Andrew mi ha dato tantissimi consigli come Fabrizio (Donato, n.d.r.), Andy (Diaz, n.d.r.) e mio fratello. Riuscire a portare l’Italia sul podio 22 anni dopo di lui per me significa onorare il nostro Paese”.

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