Tennis
Dalle invettive contro Sinner alla positività per cocaina: cosa rischia Nick Kyrgios
Nick Kyrgios è stato sospeso a tempo indeterminato dal tennis, dopo essere risultato positivo ad un controllo antidoping effettuato lo scorso 22 giugno, durante l’ATP 250 di Maiorca. Le analisi in laboratorio hanno rilevato la presenza di tracce di benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, che rientra nella lista delle sostanze proibite della WADA.
“Ho recentemente fallito un test antidoping a Mallorca, risultando positivo alla cocaina. Ho fatto un enorme errore e me ne prendo tutte le responsabilità. Chiedo scusa ai miei tifosi, alla mia famiglia, ai miei sponsor e a chiunque sia vicino a me. Soprattutto, chiedo scusa ai bambini che mi seguono. So che cosa vuol dire questo tipo di esempio e sono profondamente deluso da me stesso“, il messaggio pubblicato dal giocatore australiano sui social.
Kyrgios ha poi aggiunto: “Non cercherò scuse, ma voglio dare un po’ di contesto circa dove sono stato. Gli ultimi due anni di infortuni hanno avuto un pesante impatto su di me, sia fisicamente che mentalmente. Il mio corpo non è stato in grado di fare quello che la mia mente si aspetta, e accettare il fatto di essere vicino alla fine della mia carriera è stato più duro di quanto immaginassi. Ho sempre detto che non ho scelto il tennis, ma che è il tennis ad aver scelto me. Tuttavia, lasciar andare qualcosa che è stato parte della mia intera vita è una delle cose più difficili che abbia mai dovuto fare. Delle volte mi sono sentito senza aiuto e solo“.
La sospensione è entrata in vigore il 4 agosto e Kyrgios avrebbe il diritto di fare ricorso, ma ad oggi non lo ha ancora fatto. L’ex finalista di Wimbledon nel 2022, personaggio da sempre istrionico e controverso (dentro e fuori dal campo) divenuto un forte oppositore dell’azzurro Jannik Sinner nell’ambito del caso Clostebol, si appresta a ricevere una squalifica che potrebbe essere però non così lunga. Pur avendo effettuato il test incriminato durante una competizione, se l’atleta aussie dovesse dimostrare di aver fatto uso della sostanza proibita senza lo scopo di migliorare la prestazione sportiva allora potrebbe cavarsela con un ban di 3 mesi (in caso contrario rischierebbe fino a quattro anni).