Atletica
Dall’acido lattico alla resistenza pura: perché gli 8 record di Nadia Battocletti sono un’impresa titanica. La corona ha una sola padrona
Dai 1500 metri ai 10.000 metri passa un universo: è verso che rimaniamo sempre nella famiglia del mezzofondo, ma si tratta di due sforzi completamente diversi, visto che nel primo caso viene sollecitata soprattutto la capacità lattacida e c’è una componente importante di contributo anaerobico, mentre nella massima distanza il meccanismo fisiologico sotto sforzo è la potenza aerobica. Nel mezzo i 3000 metri e i 5000 metri, che fanno un po’ da cerniera e dove anche il VO2MAX (il massimo consumo di ossigeno) viene messo a dura prova.
Un breve excursus per sottolineare ancora di più la portata dell’impresa compiuta da Nadia Battocletti, che ha unificato la corona dei record italiani nel mezzofondo: li possiede tutti e otto, senza distinzione di superficie (strada o pista) e senza differenza di contesto (in sala o all’aperto). La Principessa siede sull’unico trono del mezzofondo tricolore con pieno merito, degno premio a uno dei volti simbolo della nostra atletica.
La fuoriclasse trentina ha completato l’opera ieri pomeriggio al GalAthletics di Bellinzona, piazzando una micidiale rasoiata nel cuore dell’ultimo giro e stampando un ottimo 3:57.54 sui 1500 metri. Ricordiamo la serie completa: 1500 metri all’aperto (3:57.54 nel 2026 a Bellinzona), 1500 metri indoor (4:03.59 nel 2026 a Madrid), 3000 metri in sala (8:26.44 nel 2026 a Lievin, vincendo il titolo iridato), 3000 metri all’aperto (8:26.27 nel 2025 a Rabat), 5000 metri (14:23.15 nel 2025 a Roma), 10.000 metri (30:38.23, in occasione dell’argento ai Mondiali 2025 a Tokyo), 5 km (14:32 nel 2025 a Tokyo) e 10 km (30:08 nel 2026 a Lille) su strada.
Ben quattro primati nazionali nella stagione in corso e quattro lo scorso anno, a dimostrazione di un’esplosività eccezionale dopo aver conquistato la medaglia d’argento sui 10.000 metri alle Olimpiadi di Parigi 2024. Senza dimenticarsi della corsa campestre, dove ha conquistato i titoli continentali da autentica dominatrice. Quanto compiuto ieri sera in Svizzera rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione in cui ha difeso i titoli europei sui 5000 e 10.000 metri e ha conquistato l’oro mondiale sui 3000 in sala.
Aggiungiamo uno stimolo, non ce ne vogliano: i record italiani del miglio, distanza spuria (come lo sono i 3000 metri) e non presente nei grandi eventi internazionali, ma indubbiamente di grande prestigio. Quali sono le migliori prestazioni italiane sui 1609,34 metri? All’aperto il 4:17.16 corso da Marta Zenoni il 19 luglio 2025 a Londra, in sala il 4:21.51 siglato da Sintayehu Vissa il 2 marzo 2025 a Boston.