Ciclismo

Dagnoni: “Finn esempio di serietà, ma non un talento isolato. Italia prima nel ranking UCI U23”

Roberto Santangelo

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Lorenzo Mark Finn / LaPresse

Lorenzo Finn, dopo il Giro Next Gen, ha conquistato anche il Tour de l’Avenir: la corsa a tappe si è conclusa in Italia, e sul traguardo di Lago Serrù, ad attendere l’azzurrino, c’era anche il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che al sito federale ha esaltato il successo del 19enne ligure.

La soddisfazione del numero 1 del ciclismo italiano: “Il successo di Lorenzo Mark Finn al Tour de l’Avenir è tra i risultati tecnicamente più importanti del mio mandato da presidente, considerando che mancava al ciclismo italiano da oltre cinquant’anni. Finn, oltre a essere un grande campione, è anche un esempio per la serietà con cui prepara gli appuntamenti e affronta uno sport che, a questi livelli, richiede sacrificio, applicazione e professionalità. Sono certo che saprà regalarci grandi soddisfazioni anche tra i professionisti“.

Quello di Finn è l’ultimo di una serie di successi del ciclismo giovanile italiano: “Ci tengo però a sottolineare che non siamo di fronte a un talento isolato. A questo Tour gli italiani sono stati grandi protagonisti anche con Thomas Capra, leader della classifica a punti, e Davide Stella, che ha vinto la terza tappa. Più in generale, in questi anni tutto il movimento giovanile italiano si è messo in evidenza, confermando una crescita complessiva che forse non sempre trova lo spazio che merita sugli organi di informazione. I risultati ottenuti nelle categorie Juniores e Under 23 ci collocano al vertice dei ranking UCI e testimoniano la qualità del lavoro svolto da società, tecnici e strutture federali“.

La generazione dei talenti del ciclismo italiano: “Finn è la punta di un movimento nel quale stanno emergendo tanti ragazzi di grande valore, pronti a raggiungere i nostri giovani professionisti nel gruppo, come Magagnotti, Pellizzari e Piganzoli. Siamo diventati ormai una realtà e possiamo guardare con grande fiducia al futuro del ciclismo italiano su strada e, più in generale, a quello delle altre discipline“.

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