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Da Di Meo a Cheickh Niang: chi sono gli azzurri in finale agli Europei di basket U18

Federico Rossini

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Italia Under 18 / fiba.basketball

C’è un’Italia in finale europea. Ed è l’Under 18 di Marco Sodini, autrice di un torneo davvero brillante tra le mura amiche di Trento e Rovereto. Anzi, solo di Trento. Questo perché, ironia della sorte, gli azzurri a Rovereto sono usciti sconfitti dalla Spagna nell’unico match giocato lì. Che, poi, è anche l’unico nel quale Cheickh Niang ha sbagliato la partita sulla base di una difesa spagnola che gli ha lasciato ben poco.

Quest’oggi, contro la Slovenia, occorreranno davvero le due anime di quest’Italia, una offensiva e una difensiva. Due anime che, alla fine, riescono a ben coesistere in una squadra della quale andiamo a raccontare i protagonisti, anche con le loro origini.

La stella è invariabilmente Cheickh Niang, l’esplosivo e insieme tecnico fratello di Saliou. Presto, però, quest’etichetta gli starà molto stretta: a Trento (Aquila Basket, stavolta), infatti, ha mostrato enormi margini di miglioramento per dimostrare che potrà avere un ruolo importante nel basket italiano. Il tutto in una squadra che, a proposito di linea giovane, ha già Patrick Hassan e Theo Airhienbuwa, ai quali dello spazio per crescere è stato lasciato. Ed è una cosa un po’ in controtendenza rispetto a parte del basket italiano (basti vedere cos’ha dovuto fare Luigi Suigo per emergere).

Tra i migliori realizzatori dell’Italia ci sono anche Federico Bottelli, con 12.2 punti di media, ed Edoardo DI Meo, 11.3 nonché match winner contro la Francia. Guardia l’uno, play l’altro, sono entrambi del blocco di Tortona, che a questa squadra offre anche la guardia-ala Werther Bellinaso. Tutti giocatori, peraltro, in grado di scambiarsi i ruoli in ogni momento utile, nel senso che se uno cala salgono gli altri. E questa è una grande caratteristica di questa Italia, perché ha capito di poter avere diversi protagonisti, e non solo una stella conclamata.

Sotto canestro il totem è Thomas Acunzo (fratello dell’ex NCAA Mattia, che a Montecatini sponda La T Tecnica Gema ha svolto un ruolo nella promozione in A2). “Solo” 6.7 punti di media, ma parliamo di uno dei migliori rimbalzisti della rassegna con 8 ad allacciata di scarpe. In questo senso attenzione anche a Gabriele Lastella e Paolo Abreu. Nessuno dei tre può definirsi un 5 puro, ma tutti sono un po’ figli del basket moderno: mobilità, rimbalzi (spessissimo anche in attacco come per Lastella e Abreu), capacità di coprire parti di campo non scontate.

Questi sono i protagonisti di maggiore spicco, ma ce ne sono anche altri cinque che meritano una menzione. Federico Cattapan, anche lui in quota Trento, è stato bene in campo contro Lettonia e Turchia, mentre Randy Livingston sa passare la palla anche se nel frattempo è sceso nelle rotazioni. Antonio Barra sa aggiungere le sue buone fiammate, mentre finora hanno avuto davvero meno spazio Amir Charfi e Vittorio Triggiani. Il tutto sotto la regia di Marco Sodini, coach esperto che anche in quest’occasione ha saputo gestire bene il gruppo.

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