Ciclismo

Circuito de Getxo 2026, Tesfatsion trionfa in una volata ristretta. Quinto Crescioli, Ciccone prova l’attacco in salita

Andrea Ziglio

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Natnael Tesfatsion / IPA Agency

Natnael Tesfatsion centra la vittoria più importante della sua carriera, trionfando nell’ottantunesima edizione del Circuito de Getxo. Il corridore eritreo della Movistar è riuscito a imporsi nella corsa spagnola, battendo allo sprint un gruppo ristretto di atleti. Una volata perfetta quella dell’africano, al suo ottavo successo della carriera, che ha battuto gli spagnoli Pau Miquel (Bahrain Victorious) ed Alex Aranburu (Cofidis). Quinto posto per Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta) davanti a Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che aveva provato ad attaccare sull’ultimo strappo a poco più di quindici chilometri dal traguardo.

La corsa è stata movimentata da una fuga con undici corridori e che ha visto protagonista anche Mattia Bais (Team Polti VisitMalta). Il gruppo ha sempre controllato i fuggitivi, che ad una quarantina di chilometri dalla fine si sono disuniti sotto l’azione proprio del trentino. Bais ha attaccato con il britannico Adam Lewis (APS Pro Cycling by Team Cadence Cyclery) ed è stato poi raggiunto anche da Edoardo Zamperini (Cofidis) e lo spagnolo Javier Serrano (Team Polti VisitMalta), che sono usciti dal gruppo.

Alla fine i quattro attaccanti sono stati ripresi, sullo strappo di Alto Pike ci ha provato Giulio Ciccone e con lui anche lo spagnolo Marcel Camprubi (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team). L’abruzzese non è riuscito a costruirsi un bel vantaggio ed è stato raggiunto da altri corridori ed in testa alla corsa si è formato così un gruppo di dieci elementi con presenti lo stesso Ciccone e Ludovico Crescioli.

Ogni possibile attacco è stato ulteriormente bloccato e così la vittoria si è decisa in volata. Lo spunto migliore è stato quello di Natnael Tesfatsion, che ha lottato fino all’ultimo metro con lo spagnolo Pau Miquel, mentre terzo ha chiuso Alex Aranburu. Quarto proprio Marcel Camprubi davanti agli azzurri Ludovico Crescioli e Giulio Ciccone.

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