Ciclismo

Jan Ullrich: “Il doping era all’ordine del giorno. Ciclismo pulito oggi? L’altura è come l’EPO…”

Michele Cassano

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Jan Ullrich Olycom/Lapresse

Jan Ullrich torna a sconvolgere il mondo del ciclismo con le sue dichiarazioni, relative al periodo di fine anni ’90, quando il ciclista teutonico vinse il Tour de France 1997. L’utilizzo del doping, una pratica che ha pesato sul trascorrere non solo della sua carriera, ma anche della sua vita.

 Intervistato nella trasmissione televisiva Ines Nacht, il tedesco ha affermato: “Il doping mi è costato dieci anni di vita. Adesso però conduco una vita serena e felice. E i momenti bui della vita ormai li ho accettati: inferno e paradiso, posso dire di averli vissuti tutti”.

Sulle possibilità di non rivelare in quegli anni quanto succedeva sui motorhome delle squadre:Avrei potuto smascherare tutto il ciclismo di quei tempi. Però non l’ho fatto, perché in quel momento amavo troppo il mio sport per farlo. E, inoltre, non volevo coinvolgere nessuno in quello che stavo passando”.

Infine Jan Ullrich conclude caricando ancora il racconto:Il doping era all’ordine del giorno. Faceva semplicemente parte del gioco. Ma lo facevano tutti, non solo nel ciclismo. E quindi noi ci siamo adattati a quello che facevano gli altri. Ci dicevamo: se lo fanno tutti, le gare sono comunque una questione di talento e abilità. Tre settimane di preparazione in altura oggi? Hanno più o meno lo stesso effetto che si otteneva allora assumendo EPO. Poi, non ci giurerei sopra, ma credo che oggi sia tutto pulito”.

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