Ciclismo

Chantal Pegolo: “Riesco a gestire meglio l’ansia. Due anni nella ‘devo’ della Lidl-Trek”

Alessandro Passanti

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Chantal Pegolo / Lapresse

Chantal Pegolo, giovane talento del ciclismo femminile italiano, è stata l’ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La ciclista classe 2007, terza all’ultimo Giro d’Italia, si è raccontata a 360 gradi toccando diversi argomenti importanti.

In primo luogo, ovviamente, quanto fatto nella Corsa Rosa:Il giorno del podio? Le forze si stavano esaurendo dato che si trattava della settima tappa e venivo da un periodo in cui ero stata male. Non sapevo se fare il Giro, poi abbiamo programmato di farlo per fare esperienza. Non avevo obiettivi, ma la fortuna ha girato dalla mia parte. Quando sono arrivata ai 500 metri dal traguardo contro rivali come Longo Borghini mi ha fatto dare tutto. Nei giorni successivi ero ancora più stanca”.

Una ciclista con una filosofia chiara: “Riesco a gestire la pressione e l’ansia meglio che negli ultimi anni. Vedo alcune coetanee che si fanno prendere un po’ dal panico, mentre io la vivo meglio. Il Giro poi l’ho vissuto nella più totale serenità”.

Come vive le nuove tecnologie per la comunicazione in corsa?Dal punto di vista tattico è stato positivo anche a livello di squadra. A livello mentale mi ha dato una mano la comunicazione costante con l’ammiraglia che mi teneva informata sulla situazione della corsa”.

La friulana prosegue nel racconto della sua carriera:Da secondo anno juniores ho cambiato preparatore e ho iniziato un lavoro totalmente diverso. In pista sapevo che andavo a Mondiali ed Europei giocando le mie carte. Su strada non sapevo cosa avrei potuto fare. Dalle colleghe più esperte non posso fare altro che imparare”.

Il futuro si chiama Lidl-Trek, ma non subito:Ovviamente è la squadra dei miei sogni. Arrivarci non mi sembra ancora vero. Ci crederò quando avrò la maglia addosso. Ho fatto un ritiro con loro, per ora. Mi sentivo a disagio perchè era tutto incredibile con tante persone. Le ragazze sono state carinissime, mi hanno accolto nel migliore dei modi, mi hanno capito sin dai primi allenamenti e mi hanno consolato dicendomi cosa dovevo fare. Prima di entrare in pianta stabile farò due anni con la Devo”.

Quando ha una giornata no? “In allenamento chiamo il telefono e contatto il mio preparatore. Lui mi rasserena e tranquillizza e mi aiuta tantissimo. In gara invece è più difficile. Quando mi stacco cerco di convincermi di estrarre il massimo e vivere tranquillamente il tutto. Ho la fortuna di avere un direttore come Fidanza che mi tranquillizza e mi fa vivere nel migliore dei modi il mio lavoro. Fino alla partenza vivo tutto in maniera tranquilla cercando di ridere e scherzare. Le compagne mi aiutano tanto ovviamente”.

Il programma delle prossime settimane:Ho una gara ancora poi farò due settimane e mezzo a Livigno in vista del finale di stagione con le World Tour. C’è il Giro di Toscana poi un Mondiale, le Tre Valli Varesine e molto altro. A ottobre farò 5 giorni con la Lidl-Trek, anche se il vero training camp sarà tra dicembre e gennaio”.

Quale sarà l’obiettivo del 2027? “Ovviamente vorrei fare Europei e Mondiali, poi vedendo il calendario cercherò di capire su cosa puntare. A livello di carriera, invece, una Maglia Rosa al Giro d’Italia sarebbe fantastica, come la maglia iridata”.

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