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Braccio di ferro tra Wimbledon e Olimpiadi 2028? Prime lamentele dei giocatori sulle date: chiesto l’anticipo

Stefano Villa

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Jannik Sinner / Lapresse

Wimbledon 2028 è stato programmato tra il 3 e il 16 luglio. Le Olimpiadi andranno in scena dal 14 al 30 luglio. Non è più un mistero ormai: la finale maschile sui sacri prati londinesi, sede dello Slam più iconico al mondo e conosciuto anche da chi non segue lo sport con continuità, si disputerà in concomitanza con la seconda giornata di gare ai Giochi (l’effettiva contemporaneità potrebbe essere sventata giocando un po’ con il fuso orario).

I tornei di tennis a Los Angeles inizieranno il 19 luglio, solo tre giorni dopo l’atto conclusivo dello Slam. Nei fatti non c’è spazio per affrontare il tour de force con serenità: i finalisti di Wimbledon dovrebbero prendere un aereo quasi al volo, spostarsi oltre Oceano e poi buttarsi subito nel singolare olimpico (tabellone a 64 atleti, incontri al meglio dei tre set).

Dopo due settimane di Slam, con partite tre su cinque sull’erba, bisognerebbe sobbarcarsi una trasferta, abituarsi a un nuovo fuso orario (nove ore dietro…), cambiare superficie (si giocherà sul cemento). Ma anche un’eliminazione in semifinale (venerdì) o ai quarti (mercoledì) complicherebbe decisamente l’ambizione di andare a caccia di un podio a cinque cerchi.

Anticipare Wimbledon sarebbe la soluzione più corretta, ma gli organizzatori dello Slam non sembrano essere propensi in questo momento. Alcuni giocatori hanno iniziato a parlarne, a partire dalla bielorussa Aryna Sabalenka:È sicuramente un’ipotesi da prendere in considerazione, perché iniziare le Olimpiadi di tennis tre giorni dopo la finale maschile di Wimbledon è ridicolo. I Giochi sono un evento di proporzioni enormi, un traguardo che si presenta solo una volta ogni quattro anni. Ritengo sia doveroso cercare di alleggerire la programmazione per garantirci almeno una settimana di stacco. Altrimenti si tratta di uno stress insostenibile per il corpo”.

Sull’argomento era intervenuto anche il russo Daniil Medvedev: “Ora che lo so, sarebbe fantastico se si potesse fare qualcosa. Invece di tre giorni, facciamo in modo che siano almeno sei, anche se ammetto che nemmeno sei giorni sono l’ideale. Ma proviamo a ottenere almeno sei o sette giorni di pausa; bisogna assolutamente fare un tentativo.”

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