Biathlon
Biathlon, morte Bakken. L’avvocato della famiglia: “Non abbiamo risposte dalle autorità italiane”
Sivert Guttorm Bakken è stato ritrovato senza vita nella sua stanza di hotel a Varena, in Trentino, lo scorso 23 dicembre 2025. L’improvviso decesso del ventisettenne biathleta norvegese ha sconvolto chiunque e ha fatto nascere speculazioni legate alla causa della tragedia. Difatti, è immediatamente stato chiaro come l’utilizzo di una maschera ipossica potesse avere avuto un ruolo determinante nell’accaduto.
Tuttavia, l’esito dell’autopsia non è mai stato reso pubblico e sulla vicenda è calato il silenzio. Niente di sbagliato o sconvolgente, alla luce dei fatti. Protrattosi però a lungo. Forse troppo, poiché nella giornata di lunedì 10 agosto è stato rotto Bernt Heiberg, l’avvocato assunto dalla famiglia Bakken per seguire la contorta vicenda legale. La fonte è, dunque, estremamente attendibile.
“Le autorità italiane stanno continuando a lavorare per determinare la causa della morte e stanno ancora aspettando i risultati della perizia sulla maschera ipossica, così come l’esame forense” si legge in una nota stampa rilasciata a tutti i media norvegesi. “I tempi sono molto dilatati, ma non è una situazione inusuale in casi come questo. Tuttavia, speriamo di ricevere presto delle risposte. Fino a quando non le avremo, la famiglia di Sivert chiede il rispetto del silenzio.
L’accaduto ha generato un’enorme attenzione mediatica ed è difficile per la famiglia dover sopportare tutte le speculazioni che ancora oggi vengono fatte riguardo la causa della morte. Fino a quando non ci sarà una posizione ufficiale da parte delle autorità, non ha senso trarre alcuna conclusione. Quindi sarebbe bene evitare qualsiasi illazione, così come non bisognerebbe effettuare alcuna valutazione legata al decesso di Sivert in relazione all’utilizzo delle maschere ipossiche” ha concluso il legale.
Dunque, dopo ben 230 giorni ancora non si sa nulla di certo riguardo alla scomparsa dello scandinavo, vincitore della Coppa del Mondo della mass start nell’inverno 2021-22. Era risaputo che i tempi sarebbero stati lunghi, ma alla fine di dicembre, le autorità avevano anticipato che l’esito dell’autopsia sarebbe stato reso pubblico a inizio marzo. Invece, siamo arrivati alla metà di agosto e ancora non v’è traccia di alcun referto.