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Boris Becker bacchetta Zverev: “Non ha più venticinque anni”

Andrea Addezio

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Alexander Zverev / LaPresse

Le dichiarazioni rilasciate da Alexander Zverev  in seguito al match perso contro Tallon Griekspoor  nel secondo turno del torneo di Montreal non sono certo passate inosservate: “Occasione persa? No. Ho già vinto sette di questi tornei. Va bene così”.

Boris Becker, consapevole dell’elevata competitività del tennis e della velocità con cui le gerarchie possono modificarsi, ha punzecchiato il connazionale, nel corso del podcast Becker Petkovic, invitandolo a sfruttare il momento positivo nel tentativo di conquistare il maggior numero possibile di trofei.

Sul percorso di Zverev nelle ultime settimane:Quello che ha ottenuto nelle ultime otto settimane, a 29 anni, è davvero notevole. Si potrebbe dire che era ora, oppure ‘meglio tardi che mai’ , ma ce l’ha fatta. Ha realizzato il sogno che aveva fin da bambino vincendo il Roland Garros, è diventato campione Slam e sembra quasi che si sia tolto un peso dalle spalle. Sembra molto più leggero, ha giocato molto bene e non è apparso nervoso. È successo qualcosa dentro di lui, a livello personale, privato o professionale, e questo ha evidentemente cambiato il suo modo di giocare”.

Sulla crescita del suo connazionale sul piano del gioco: “Oggi gioca in modo molto più offensivo, rimane più vicino alla linea di fondo, viene a rete ed è più vario. C’è stato un grande passo avanti nella crescita di Sascha Zverev. Se fossi al suo posto, cercherei di ottenere subito altre vittorie. Ha 29 anni, non 25. I suoi principali avversari sono più giovani e stanno emergendo anche altre generazioni. Dopo dieci o undici anni da professionista, lo senti fisicamente, ma anche mentalmente: non puoi essere motivato per ogni partita come lo eri cinque anni fa. Quando giochi lo US Open o Cincinnati per la dodicesima volta, inevitabilmente c’è un po’ meno entusiasmo, mentre il prezzo da pagare per offrire lo stesso livello di prestazione rimane altrettanto alto, se non addirittura più alto”. 

L’importanza della vita privata per il prolungamento della carriera: “Anche la vita privata svolge un ruolo molto importante nel prolungare una carriera. Non può essere tutto incentrato sul tennis. Bisogna avere una vita al di fuori del campo, qualcosa che ti tenga con i piedi per terra, e persone che ti vogliano bene anche quando perdi. Penso che possa mantenere la sua forma attuale ancora per un anno e mezzo o due. Dopodiché, dovrà esserci un’evoluzione”. 

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